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Integrazione. Prato: al via il Patto per la sicurezza, priorità l’immigrazione

Il viceministro dell’interno Marco Minniti: "qua c’é la più alta concentrazione europea di aziende gestite da immigrati"

PRATO – Prato è la prima area non metropolitana a entrare nel gruppo delle città italiane per le quali è stato firmato un "Patto per la sicurezza".

Il "Patto per Prato sicura" è stato sottoscritto ieriin prefettura a Prato alla presenza del viceministro dell’interno Marco Minniti che ha spiegato: "E’ il riconoscimento dell’originale situazione della realtà pratese, per la concentrazione di immigrati, specie cinesi, e per il fatto che una buona parte di questi sono imprenditori". I binari su cui si muove il documento sono quelli dei controlli e dell’integrazione.

Il Patto è stato firmato dal prefetto Eleonora Maffei, dal sindaco della città Marco Romagnoli, dal presidente della Provincia Massimo Logli e dal vicepresidente della Regione Toscana, Federico Gelli.

"La situazione di Prato – ha aggiunto Minniti – non presenta un’immediata emergenza ma, per la consistenza e le caratteristiche dell’immigrazione, è significativa. Un esempio: qua c’é la più alta concentrazione europea di aziende gestite da immigrati".

All’aspetto "immigrazione" sono dedicati alcuni punti del Patto, come le "specifiche iniziative" contro la contraffazione dei marchi e dei brevetti e contro lo sfruttamento della manodopera irregolare. Il documento prevede anche il rafforzamento delle forze dell’ordine – con un aumento di 10 poliziotti, 15 carabinieri, 20 militari della guardia di finanza – la creazione, da parte di Provincia e Comune, di un "fondo speciale" per il contrasto all’illegalità e l’istituzione di un centro polivalente "che costituisca un punto di contatto con la popolazione, prevalentemente cinese, della zona".

(1 agosto 2007)

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