Da 6 mesi a 4 anni per chi commette atti discriminatori ROMA – Il Consiglio dei ministri ha approvato stasera il ddl Mastella sull’istigazione e l’apologia di crimini contro l’umanita.
Il provvedimento amplia e rende più severe le norme per quanti propagandino la superiorità razziale e quanti commettano o incitino a commettere atti discriminatori.
Il ddl, infatti, prevede che venga punito con una pena fino a tre anni chiunque diffonda idee sulla superiorità razziale e prevede una pena da 6 mesi a 4 anni per chiunque commetta o inciti a commettere atti discriminatori per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o compiuti a causa del personale orientamento sessuale o dell’identità di genere.
Di fatto il ddl Mastella torna a far rivivere una parte del provvedimento Mancino modificato nel 2006, sotto il governo Berlusconi, con la legge sulla depenalizzazione dei reati di opinione. Basterà semplicemente "diffondere", pur senza fare "propaganda", idee antisemite o sulla superiorità e l’odio razziale per essere perseguiti.
Il disegno di legge, inoltre, prevede che gli assegni vitalizi per i perseguitati politici e razziali non incidano sui limiti di reddito. E’, quindi, possibile il riconoscimento dell’assegno e della pensione sociale indipendentemente dal reddito. Il ddl, infine, include il finanziamento di un programma internazionale di educazione sull’Olocausto e istituisce un osservatorio sull’antisemitismo in Italia.
(25 gennaio 2007)
s.c.


