(ANSA) – ROMA, 2 DIC – Non è il primo caso, quello di Caravaggio, di un comune che, per arginare i matrimoni di comodo di stranieri irregolari, aggiunge il permesso di soggiorno all’elenco dei documenti richiesti per le pubblicazioni. Lo testimoniano le domande che i sans papiers rivolgono ai siti, come Melting Pot Europa. Diverse segnalazioni sono arrivate dal trevigiano, dove, la QUESTURA DI TREVISO avrebbe emesso una circolare chiedendo ai comuni di monitorare i matrimoni dei clandestini con cittadini italiani. Di sua iniziativa sembra si sia invece mosso il SINDACO DI MORAZZONE (VARESE) che due mesi fa ha annunciato che avrebbe segnalato alle forze di polizia tutte le pubblicazioni di nozze tra italiani e stranieri così che queste potessero verificare l’eventuale mancanza di permesso di soggiorno dello straniero e procedere alla sua espulsione. Un’iniziativa che ha avuto l’adesione di altri sindaci lombardi e del CONSIGLIERE REGIONALE DELL’ITALIA DEI VALORI, Stefano Zamponi, che vuole far diventare nazionale l’iniziativa proponendo una modifica dei regolamenti d’anagrafe. I matrimoni di comodo, tra anziani italiani e giovanissimi extracomunitari, che così ottengono la cittadinanza e possono anche chiedere il permesso per far venire In Italia i loro parenti, sono documentati da innumerevoli operazioni di polizia. In tanti casi però l’espulsione del futuro sposo privo di permesso di soggiorno, documenta la cronaca, è caduta come una scure su veri legami d’amore. Ha rischiato di essere così, ad esempio, per Fiammetta Rizzi e Djbi Ly, studentessa trentina lei e musicista senegalese lui, bloccati sull’altare non dai carabinieri ma da un’ingiunzione del giudice cui si erano rivolti i genitori della ragazza facendo opposizione a delle nozze che, secondo loro, erano dettate dal desiderio di ottenere la cittadinanza italiana dello sposo. Nel loro caso, tutto si è risolto bene e, tre mesi più tardi, si sono sposati. (ANSA).


