(ANSA) – BRUXELLES, 14 DIC – La maggioranza dei cittadini dei cinque maggiori paesi dell’Unione Europea ritiene che gli extracomunitari desiderosi di immigrare debbano sottoporsi ad un esame di cittadinanza e a uno di conoscenza della lingua del paese ospitante. Lo rivela un sondaggio del Financial Times realizzato con Harris poll, secondo il quale di questo parere sono l’86% dei tedeschi, l’83% per cento dei britannici, il 61% sia dei francesi che degli italiani e il 50% degli spagnoli. Inoltre ben il 99% degli italiani, seguiti al 92% dai tedeschi, all’86% dei francesi, all’84% degli spagnoli e al 73% dei britannici ritengono che agli immigranti debbano essere impartiti dei corsi di educazione civica. Tra gli intervistati, i tedeschi sono risultati i meno sfavorevoli, seguiti dagli italiani, all’idea che agli immigrati sia consentito di obbedire anche a leggi differenti da quelle del paese ospitante, dettate dalle loro usanze culturali o religiose. In questo i francesi sono quelli che si sono mostrati più rigidi nella possibilità di derogare alle leggi nazionali. Interessante, infine, la riposta che il campione di intervistati (6.226 adulti) ha dato alla domanda se si sentano più cittadini del loro paese, o di una certa regione, o cittadini europei o altro. In Germania solo il 22% degli intervistati si sente cittadino tedesco, mentre il 36% si sentono cittadini europei ed il 24 per cento cittadini di una determinata regione tedesca. Seguono gli italiani, che si sentono al 30 per cento tali, al 35% europei e al 20% cittadini di una determinata regione. I più convinti della loro nazionalità in senso tradizionale sono i francesi, che si sentono europei solo al 15% e cittadini di una regine al 13%. (ANSA).


