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Donne e uomini scalzi, 60 città in marcia per profughi e migranti

Venerdì 11 iniziative in tutta Italia, non solo al Lido di Venezia. “Ora si tratta di aiutarli a casa nostra, o meglio di aiutarci tutti insieme su questa terra, che è di tutti”

 

 

Venezia – 10 settembre 2015 – “Migliaia di persone manifesteranno in tutta Italia per dire no ai muri della ‘Fortezza Europa’, per dire che ci vogliono corridoi umanitari per i migranti, per dire che vanno chiusi i centri di detenzione, per dire che serve un’organica normativa europea sul diritto d’asilo, per dire che va superato il regolamento di Dublino”.

Il deputato Giulio Marcon e il regista Andrea Segre, organizzatori e tra i promotori dell’appello per la Marcia delle donne e degli uomini scalzi, spiegano così cosa succederà venerdì 11 settembre al Lido di Venezia e in altre 60 città italiane. Un’iniziativa alla quale hanno aderito migliaia di persone, compresi diversi intellettuali, giornalisti, artisti, attori, registi, e oltre 300 organizzazioni sociali, religiose, sindacali, politiche e di volontariato.

“Qualcosa, in queste settimane – proseguono Marcon e Segre – si è mosso, in Europa e nel nostro Paese. Ma non basta. Qui in Italia, ad esempio, Renzi dovrebbe fare qualcosa di piu’ delle sue roboanti dichiarazioni: dovrebbe chiudere i centri di detenzione, rifare la missione Mare Nostrum, introdurre il diritto di voto alle amministrative per i migranti residenti, mettere in campo un piano straordinario e strutturale per accoglienza di centinaia di migliaia di profughi che presumibilmente giungeranno nei prossimi anni”.

“Invitiamo tutte e tutti a partecipare e a sostenere la Marcia di Venezia e quelle che si realizzeranno in tutta italia. Mettersi in marcia a piedi scalzi per non fermarci nemmeno dopo. Altro che ‘aiutiamoli a casa loro’ – concludono Marcon e Segre – ora si tratta di aiutarli a casa nostra, o meglio di aiutarci tutti insieme su questa terra, che e’ di tutti”. 

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Mi chiamo Massimo, sono un nero italiano