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“Abbracciami, sono un essere umano”, l’esperimento contro i pregiudizi

Massimiliano, figlio di immigrati, chiede ai passanti un gesto di affetto “a occhi chiusi”. I giovani italocinesi: “Sconfiggiamo gli stereotipi” VIDEO

Roma – 4 ottobre 2016 – Con gli occhi chiusi a chiedere un abbraccio agli sconosciuti.

È l’esperimento di Massimiliano, figlio di immigrati cresciuto in Italia, che qualche giorno fa  si è bendato in piazza della Signoria a Firenze. Accanto a lui un cartello: “Sono cinese, sono italiano, ma abbracciami semplicemente come un essere umano”, tradotto anche in inglese. Nel video girato e montato da Irene Saccenti, che sta facendo il giro dei social, la reazione dei passanti. 

“Il messaggio è che in fondo siamo tutti semplicemente esseri umani e dovremmo abbracciarci per solidarietà e amicizia, sconfiggendo così i pregiudizi e gli stereotipi spesso generati dalla superficialità della società e dei mezzi di comunicazione di massa” spiega l’unione dei Giovani Italo-Cinesi, che ha promosso l’iniziativa. “Può un semplice abbraccio sconfiggere la xenofobia dilagante persino nei social networks? Noi di UGIC crediamo di sì!”

 

 

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