"Gli italiani non vogliono più lavorare nell’agricoltura. Favoriamo l’integrazione dei lavoratori stranieri" ROMA – Concedere, tramite appositi bandi pubblici, i terreni agricoli espropriati dallo Stato ai cittadini extracomunitari regolarmente residenti in Italia affinché possano intraprendere un’attività che garantisca un livello di reddito adeguato al loro sostentamento.
Lo prevede una proposta di legge del deputato Giuseppe Angeli, di Alleanza Nazionale, presentata alla Camera il 21 dicembre dello scorso anno ed assegnata alla II Commissione Giustizia il 30 gennaio 2007.
La proposta di legge dell’onorevole Angeli prevede che lo Stato, dopo aver espropriato il terreno agricolo per qualsiasi causa (perchè proprietà di soggetti appartenenti alla criminalità, per motivi tributari o per ragioni comunque connesse a tali cause) e dopo aver individuato le necessità della comunità che risiede nel luogo in cui il terreno o i terreni espropriati sono ubicati, procede alla loro assegnazione in favore di cittadini extracomunitari attraverso appositi bandi pubblici.
La particolarità della presente proposta di legge – sottolinea il deputato di AN – è quella di prevedere quali beneficiari di tali assegnazioni proprio i cittadini extracomunitari che sono attualmente residenti nella zona di interesse dell’esproprio, ma che non hanno un’occupazione stabile.
La proposta prevede, inoltre, che in favore dei cittadini extracomunitari sia concesso un prestito fino ad un massimo di 7.000 euro destinato all’acquisto delle attrezzature e del materiale necessario per avviare l’attività lavorativa.
"Io stesso sono un emigrato, da giovane ho lasciato l’Italia per l’Argentina – spiega Angeli a Stranieri in Italia – e per questo cerco di capire e di venire incontro alle esigenze che si presentano a tutti coloro che approdano o giungono nel Paese. La mia esperienza di emigrato può essere fondamentale nella costruzione di una legge che possa tutelare maggiormente i lavoratori stranieri e produrre maggiori benefici all’economia italiana".
(13 marzo 2007)
Stefano Camilloni


