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Austria: cresce la destra xenofoba

Storico successo del Fpoe nella “rossa” capitale austriaca

Roma – 11 ottobre 2010 – Dopo l’Olanda e la Svezia, anche l’Austria cede il passo al vento della Destra che soffia sull’Europa.
 
Protagonista assoluto delle elezioni in Austria è stato Heinz Chritian Strache, che ha portato il suo partito a raddoppiare i consensi. 
 
Il Fpoe di Strache è passato, in soli cinque anni, dal 3% dei voti sino allo storico risultato di ieri: 27% di consensi. Alla verifica dei voti mancano ancora 120 mila schede ma è già evidente che dopo i trionfi di Wilders in Olanda e dei Democratici di Stoccolma, il nuovo successo della destra in Austria conferma un trend costante in tutta Europa.
 
Un radiante Strache dopo i primi risultati elettorali ha annunciato:  “Ora non potranno più isolarci diffamandoci con etichette di estremisti. La gente ci ha votato perché è insoddisfatta dell’arroganza dei socialisti”.
 
Difesa dei valori nazionali contro l’islamizzazione, severità sull’immigrazione, più ordine pubblico e sicurezza sociale, queste sono le direttive politiche proposte dal Fpoe e con le quali Strache ha prevalso sui Cristiano Popolari (ora terza forza politica del paese).
 
Ora, forte del consenso degli elettori, Strache chiede il pieno sdoganamento del suo partito: "Gli elettori hanno scelto noi, non gli altri partiti come alternativa ai socialisti. I tentativi di criminalizzarci e diffamarci non funzionano, siamo veri democratici, rispettiamo ogni persona, di qualsiasi origine e religione. Ma abbiamo il coraggio di parlare di problemi reali".
 
Dopo il i primi festeggiamenti con il parito, Strache si è concesso ad un’analisi sulla politica europea, “tendendo la mano" verso Olanda, Svezia, Francia e Italia: “Su questi temi noi ci capiamo benissimo anche con la Lega Nord. Quando Berlusconi dice la verità sui media, establishment, e certi cosiddetti intellettuali, gli sparano addosso oppure guardiamo a Sarkozy che per le sue misure di confronto con la verità viene trattato dalla Ue come un criminale” ha così concluso il Strache.
 
Marco Iorio

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