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Casolare-rifugio dei caporali: migranti sfruttati nella vendemmia piemontese

Roma, 23 settembre 2025 – I carabinieri della compagnia di Canelli hanno scoperto una base del caporalato in un casolare nelle campagne del Canellese, in provincia di Asti. All’interno sono stati trovati dodici migranti, impiegati come braccianti agricoli nella vendemmia in corso.

Sette di loro risultano senza permesso di soggiorno. I lavoratori vivevano in un edificio diroccato, privo delle condizioni minime di igiene, costretti a bivaccare tra cataste di rifiuti, come riportato dagli stessi militari, “in condizioni disumane”.

Le indagini hanno accertato che il proprietario della cascina, un cittadino italiano, era a conoscenza della situazione e ne traeva un vantaggio economico. Insieme a lui è stato denunciato anche il titolare della cooperativa che forniva la manodopera, uno straniero, con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Durante i controlli sono state rinvenute anche alcune dosi di hashish e marijuana, a conferma della gravità del contesto in cui i lavoratori erano costretti a vivere.

Il caso riporta l’attenzione sul fenomeno dello sfruttamento lavorativo e sul caporalato agricolo, ancora diffusi nelle campagne italiane, dove molti migranti continuano a essere vittime di abusi e privati dei più elementari diritti umani e lavorativi.

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