Roma, 10 novembre 2025 – La Cgil di Napoli lancia un nuovo allarme sul Decreto Flussi, denunciando un fenomeno definito “dilagante” di truffe ai danni dei lavoratori migranti.
Secondo un dossier presentato dal sindacato, almeno 400 cittadini del Bangladesh arrivati in Italia con documentazione regolare non hanno potuto ottenere la regolarizzazione, poiché i datori di lavoro risultano irreperibili o fasulli.
Una rete di sfruttamento e illegalità diffusa
“Queste persone – spiega Elisa Laudiero, segretaria della Cgil di Napoli e della Campania – sono entrate nel Paese convinte di avere un impiego regolare, ma si sono ritrovate in un limbo burocratico che le espone a sfruttamento, lavoro nero e illegalità. Non avendo più un datore di lavoro valido, non possono ottenere il permesso di soggiorno, e questo innesca una spirale di irregolarità: dal lavoro in nero agli affitti in nero, fino al rischio di marginalità sociale”.
Il fenomeno, osserva la Cgil, non riguarda solo Napoli ma tutta l’Italia, e coinvolge diversi settori economici: agricoltura, ristorazione, tessile ed edilizia.
Nel dettaglio, il sindacato ha raccolto 398 istanze tra il 2022 e il 2024: 197 tra Napoli e provincia, 68 a Salerno, 43 a Caserta, 11 ad Avellino e 2 a Benevento. A queste si aggiungono 77 nulla osta provenienti da altre regioni, spesso gestiti da Caf o consulenti compiacenti.
Aziende fantasma e Bossi-Fini sotto accusa
“Il lavoratore extracomunitario – denuncia Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania – viene beffato due volte: da un lato trova un datore di lavoro inesistente, dall’altro perde il diritto al permesso di soggiorno. È la prova che il Decreto Flussi non funziona”.
Ricci punta il dito anche contro la legge Bossi-Fini, definendola “un ostacolo strutturale alla gestione regolare dell’immigrazione”.
Secondo il sindacato, dietro questo sistema si muove una filiera criminale fatta di false aspettative, nulla osta fasulli e aziende fantasma, che approfitta delle debolezze del sistema normativo e della disperazione dei lavoratori stranieri.
La richiesta: più controlli e risorse
La Cgil chiede al Governo di intervenire con urgenza: “Nelle settimane in cui si discute la Legge di Bilancio, servono risorse dedicate per far emergere queste persone dall’illegalità e restituire loro dignità e diritti”, afferma Ricci.
Il sindacato invoca infine una maggiore azione della magistratura e un rafforzamento dei controlli per smantellare la rete di intermediazioni e truffe sul Decreto Flussi che, di fatto, rischia di trasformare un canale di ingresso legale in un meccanismo di sfruttamento sistemico.


