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Cittadinanza: sarà concessa alle casalinghe straniere se il marito le mantiene

Lo prevede una circolare inviata ai prefetti dal ministro dell’Interno Giuliano Amato ROMA – La cittadinanza italiana sarà concessa, in presenza dei requisiti previsti, anche alle donne immigrate casalinghe se il marito dispone di mezzi di sostentamento adeguati alle necessità della famiglia.

Lo prevede una circolare del ministro dell’Interno, Giuliano Amato, inviata ai prefetti per favorire l’accertamento dei requisiti che permettono la concessione della cittadinanza agli immigrati.

I principi adottati nella circolare si ispirano alla più recente giurisprudenza in tema di solidarietà familiare e di pari dignità e valore economico del lavoro casalingo, allo scopo di riconoscere "l’effettivo radicamento del cittadino straniero nel territorio italiano e contribuire ad eliminare quel disagio sociale dell’immigrato che a volte determina risentimento nei confronti delle istituzioni".

Tra le novità introdotte c’é, appunto, che la valutazione del limite di reddito verrà fatta con riferimento non solo alla posizione individuale dell’immigrato che chiede la cittadinanza ma in relazione al reddito dell’intero nucleo familiare. Ciò "renderà possibile la concessione della cittadinanza anche alle donne casalinghe, ove il marito disponga di documentati mezzi di sostentamento, adeguati alle necessità della famiglia".

Inoltre, al fine di abbreviare i tempi per la concessione della cittadinanza si procederà, prima di un eventuale diniego per insufficienza dei redditi, all’aggiornamento della situazione economica del richiedente. Poi, nella valutazione della continuità della residenza legale sul territorio – per il cittadino non comunitario attualmente di dieci anni non saranno considerati pregiudizievoli per la concessione della cittadinanza gli eventuali, brevi, motivati spostamenti dall’Italia per esigenze sociali, di studio o di lavoro, se debitamente documentati. Infine le situazioni dei minori stranieri adottati da cittadini italiani saranno affrontate con la finalità di agevolare un più rapido inserimento a pieno titolo del minore nella comunità italiana.

(12 gennaio 2007)

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