in

Cittadini ue. Espulsioni affidate ai prefetti nel pacchetto sicurezza di Amato

Amato vuole modificare la normativa per allontanare chi minaccia la sicurezza pubblica. Ferrero: “Proposta compatibile con il nostro ordinamento”

ROMA – I romeni, i polacchi e gli altri comunitari che diventano un pericolo per la sicurezza pubblica potrebbero essere presto espulsi dai prefetti, come oggi avviene solo per i cittadini extracomunitari. La misura è prevista nel pacchetto sicurezza che Giuliano Amato porterà in consiglio dei ministri il 12 ottobre “salvo incidenti o imprevisti”, come ha precisato due giorni fa da Lisbona il titolare del Viminale a margine di un meeting informale dei ministri di Giustizia e degli Affari Interni dell’Unione.

Oggi si può limitare il diritto di cittadini dell’Unione europea a vivere in Italia solo in due situazioni: quando rappresentano un pericolo per l’ordine o la sicurezza pubblica e quando non hanno (più) i requisti previsti dalla legge per soggiornare più di tre mesi in Italia, ad esempio perché non lavorano e non hanno mezzi a sufficienza per non pesare sulle casse dello Stato.

Nel primo caso è il ministro dell’Interno a impartire l’ordine di allontanamento e l’espulsione coatta scatta solo se il cittadino ue viene trovato in Italia dopo il termine che gli era stato dato per andarsene da solo. A questo tipo di espulsione si accompagna il divieto a rientrare in Italia per un determinato numero di anni. Nel secondo caso è invece il prefetto a dare il foglio di via e il cittadino Ue ha almeno un mese per lasciare l’Italia. Ma una volta uscito, niente gli vieta di tornare, dal momento che secondo la legge questo tipo di espulsione “non può prevedere un divieto di reingresso sul territorio nazionale.”

Stando così le cose, è chiaro che le espulsioni vere e proprie dei cittadini comunitari sono piuttosto difficili e rare, dal momento che devono passare addirittura per il vertice del Ministero dell’Interno.

Amato vuole invece modificare la normativa, passando ai prefetti la possibilità di intervenire “nei casi che riguardano la sicurezza pubblica, non in quelli che riguardano l’ordine pubblico o la sicurezza dello stato” e soltanto nei riguardi di persone che “si sono rivelate pericolose per altri cittadini, italiani e non”. Ma, ha sottolineato il ministro, dovrà “esserci una legge”, perchè “è stata una legge a dare al ministro il potere d’espulsione e quindi dovrà essere una legge a consentire lo ‘spacchettamento’, lo spostamento parziale del potere di espulsione dal ministro al prefetto”.

L’operazione sembra avallata anche dal collega della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, secondo il quale “laddove c’è un problema specifico”, la proposta di Amato ”può essere una misura compatibile con il nostro ordinamento”. Ferrero insiste però anche sulla necessità di “avviare una politica con la Romania che veda la costruzione di accordi fra i due governi che permettano all’Italia di gestire il fenomeno dell’immigrazione in condizioni di tenuta”.

(3 ottobre 2007)

Elvio Pasca

Clicca per votare questo articolo!
[Totale: 0 Media: 0]

Ricongiungimenti. Con figli maggiorenni solo se malati, ok dalla Consulta

Livia Turco: “Una mobilitazione su cittadinanza e diritto di voto”