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Clandestini. Frattini: “Italia fuori da missione Ue nel Mediterraneo”

"L’Italia ancora non ha deciso se partecipare alla missione"

BRUXELLES – L’allarme di Franco Frattini sui clandestini in mare diretti verso le coste europee è serio: "La prossima estate non sarà meno drammatica di quella del 2006". Eppure, "il mio paese, l’Italia, ancora non ha deciso se partecipare alla missione di pattugliamento del Mediterraneo". E i tanti mezzi a disposizione di Frontex, l’agenzia delle frontiere, "sono rimasti sulla carta".

Il vicepresidente della Commissione europea ha illustrato a Bruxelles un ‘libro verde’ sul futuro sistema di asilo comune europeo, un progetto che ha in animo di concludere "entro fine mandato".

"Abbiamo tre anni davanti ed è possibile un’armonizzazione che riduca le forti disparità fra i membri dell’Unione sulla concessione dello statuto di rifugiato", ha sottolineato. E’ un’esigenza inderogabile – ha spiegato il commissario Ue alla Giustizia, libertà e sicurezza – per evitare il fenomeno dello "shopping di asilo", con i richiedenti che si orientano verso il paese che offre condizioni più favorevoli.

Ma l’annuncio è stata l’occasione per lanciare un grido d’allarme urgentissimo: "Il 20 giugno partirà Nautilus II – ha spiegato Frattini riferendosi alla seconda missione di pattugliamento dell’agenzia Frontex – e soltanto quattro paesi partecipano per ora, Malta, la Francia, la Grecia e la Germania. Il mio paese, l’Italia, non ha ancora deciso se partecipare, pur avendo grande interesse a farlo visto che si tratta del braccio di mare fra la Sicilia, Malta e l’Africa". "Il ministro Amato mi aveva promesso che l’Italia ci sarebbe stata – ha aggiunto – la partita è ancora aperta, la prossima settimana al Consiglio dei ministri Ue Giustizia e affari interni ricorderò a tutti le proprie responsabilità e gli impegni assunti. Ma non è questione di svergognare gli Stati membri, soltanto di richiamarli al senso di responsabilità".

A parte i componenti, anche i mezzi in dotazione a Frontex – che appena due mesi fa avevano destato euforia a Bruxelles per la loro abbondanza – "restano sulla carta, e in mano non ho niente di concreto", lamenta Frattini a due settimane dall’ avvio di Nautilus II, che avrà il duplice compito di bloccare i clandestini e di salvare i naufraghi. In particolare: "Delle 115 imbarcazioni promesse ce ne sono sì e no una ventina disponibili. Dei 25 elicotteri ne ho due della Germania, uno della Francia e uno della Spagna. Questo è un appello pubblico agli Stati, un appello che rinnoverò fra una settimana a Lussemburgo". Agli stati dell’Ue, Frattini ricorda "l’effetto positivo avuto nelle Canarie dall’operato di Frontex, l’intercettamento di barche riportate in Guinea Conakry e in Senegal. In Mediterraneo dobbiamo aumentare i pattugliamenti per far capire che non possiamo tollerare un indiscriminato afflusso di clandestini e per salvare il maggior numero di vite in mare".

LA REPLICA DEL VIMINALE
L’Italia "crede fortemente" nella missione ‘Nautilus’ di Frontex che partirà intorno al 20 giugno per pattugliare il Mediterraneo: "sta solo aspettando che, a livello tecnico, si definiscano le regole di ingaggio perché la missione possa essere davvero efficace". Così dal Viminale replicano al vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini.Proprio martedì Amato, incontrando il ministro francese dell’Immigrazione, Brice Hortefeux, aveva auspicato una chiara definizione delle regole d’ingaggio per le pattuglie che si trovano ad operare in mare aperto.

La definizione delle regole d’ingaggio, ricordano al Viminale, "avverrà, come previsto, nel prossimo Consiglio europeo dei ministri dell’Interno e della Giustizia". E’ importante, viene poi sottolineato, "la collaborazione della Libia, perché la missione possa pattugliare il più vicino possibile alla costa".

(7 giugno 2007)

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