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Coldiretti Toscana: “Servono 10 mila stagionali in più ogni anno per sostenere l’agricoltura”

Roma, 7 luglio 2025 – In Toscana, un prodotto su due è raccolto da mani straniere, un dato emblematico che conferma come l’agricoltura regionale dipenda fortemente dalla manodopera straniera. A sottolinearlo è Coldiretti Toscana, che accoglie positivamente il nuovo decreto flussi approvato dal Consiglio dei Ministri, definendolo “un importante passo avanti” per contrastare la cronica carenza di forza lavoro nelle campagne.

Il provvedimento porta a 47 mila la quota nazionale di lavoratori stagionali agricoli gestiti dalle associazioni di categoria, puntando a semplificare le procedure di assunzione e a far incontrare concretamente domanda e offerta. Tuttavia, Coldiretti avverte: non basta. La Toscana avrebbe bisogno di almeno 10 mila lavoratori stagionali in più ogni anno per soddisfare i raccolti a pieno regime.

Uno dei principali limiti del decreto – già più volte denunciato da Coldiretti – è che i nulla osta spesso arrivano quando i raccolti sono già terminati. Per risolvere questo nodo, è urgente velocizzare i processi burocratici all’estero, coinvolgendo direttamente i consolati italiani. Inoltre, la gestione diretta da parte delle associazioni agricole permette di contrastare fenomeni di caporalato transnazionale, come rilevato nel Rapporto sui crimini agroalimentari redatto da Coldiretti, Eurispes e Fondazione Osservatorio Agromafie. Si tratta di vere e proprie reti criminali che operano tra l’Italia e Paesi extra-UE, agendo da intermediari illeciti di manodopera.

Coldiretti Toscana chiede quindi un superamento della logica del “click day”, proponendo invece un sistema che consenta di presentare richieste durante tutto l’anno, in base alle esigenze stagionali reali e con il supporto delle organizzazioni agricole.

Tra i settori più colpiti dalla carenza di manodopera si segnalano:

  • il comparto vitivinicolo, con 21 mila operai impiegati nell’ultima vendemmia;
  • le attività di supporto alle produzioni vegetali (18.194 avviamenti);
  • la coltivazione di cereali (6.859 avviamenti);
  • l’olivicoltura, in ripresa, con 5.485 avviamenti.

La natura stagionale del settore agricolo si evidenzia anche nel forte aumento delle assunzioni tra il terzo trimestre (+16,5%) e il quarto trimestre (+31,3%), in corrispondenza della raccolta dell’uva e delle olive e della piena attività degli agriturismi, presenti in quasi tutti i comuni della regione.

Il fenomeno della multifunzionalità agricola si traduce oggi anche nello sviluppo dell’enoturismo, delle fattorie didattiche e di nuove mansioni come accoglienza e ristorazione, che ampliano il perimetro occupazionale del settore.

Le difficoltà di reperimento della manodopera persistono anche nelle stagioni meno intense: quasi un’azienda agricola su due (41%) denuncia carenze di personale, secondo un’indagine della Fondazione Campagna Amica. E più della metà delle aziende (53%) si affida a manodopera straniera, da cui dipende letteralmente la raccolta di un prodotto su due.

In sintesi, Coldiretti Toscana lancia un appello chiaro: senza un rafforzamento strutturale della gestione dei flussi migratori e un reale sostegno all’occupazione stagionale, i primati del Made in Tuscany rischiano di appassire nei campi.

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