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Dal Comune di Roma finanziamenti per le imprese degli immigrati

In arrivo finanziamenti a fondo perduto o tasso agevolato per avviare nuove attività nelle periferie. Pomponi: "La voglia di impresa dei cittadini stranieri è un volano per tutta l’economia"

ROMA – Il Comune di Roma darà una mano ai cittadini stranieri che vogliono mettersi in proprio, finanziando l’avviamento di ditte individuali, coop e altre imprese attive nei settori più disparati.

In palio c’è uno stanziamento di 500mila euro, che si trasformerà, con un bando in via di perfezionamento, in finanziamenti in parte a fondo perduto e in parte con una tasso agevolato dell’1,5%. Sono fondi legati alla legge 266/1997 per promuovere lo sviluppo in zone di degrado urbano, quindi le imprese dovranno avere la sede in periferia, pur potendo naturalmente operare su tutto il territorio.

"La voglia di impresa tra i cittadini immigrati è molto forte, la crescita di attività produttive che si registra nel Lazio è sempre più legata alle loro iniziative, che diventano un volano per il resto dell’economia. Credo quindi che la risposta al bando sarà grande" spiega a Stranieriinitalia.it l’ assessore al lavoro e alla periferia Dante Pomponi.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Romano migrazioni, nella provincia di Roma si concentrano quasi 15mila tra titolari e soci d’impresa immigrati, con un tasso di crescita che tra il 2005 e il 2006 ha sfiorato il 30%. Per la maggiorparte queste imprese sono attive nel commercio e nelle costruzioni, ma crescono anche le ditte di pulizia, quelle manifatturiere, le società di trasporti e i phone center.

Sarà quindi largo lo spettro di iniziative imprenditoriali che potranno esser finanziate (il bando dovrebbe lasciare fuori solo asili nido e cliniche), dalla ditta di impiantisca a quella di pulizie, dal negozio di alimentari al ristorante etnico fino a realtà più particolari nate dall’inesauribile fantasia di chi arriva da Paesi con tradizioni lontane dalla nostra. "Penso ad esempio alla stireria messa su a Cinecittà da un gruppo di donne Rom e Sinti e credo che andranno privilegiate esperienza dove i cittadini stranieri lavorano accanto agli italiani, che possano cioè trasformarsi anche in un momento di incontro" dice l’assessore.

E mentre l’attenzione nazionale è concentrata sui lavavetri e altre condizioni di disagio, Pomponi vede in questa iniziativa un esempio di politiche di inclusione sociale. "Anche i lavavetri possono essere una risorsa. Il problema del racket esiste, noi dobbiamo dare a queste persone diritti e opportunità per svincolarsi dal ricatto".

(5 settembre 2007)

Elvio Pasca

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