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Discriminazioni, dal 2027 nasce il nuovo Organismo per la parità: una nuova autorità nazionale contro le disparità

Roma, 26 maggio 2026 – Dal 1° gennaio 2027 l’Italia avrà un nuovo Organismo per la parità, una autorità indipendente chiamata a rafforzare la tutela contro le discriminazioni e a promuovere la parità di trattamento in diversi ambiti della vita sociale, lavorativa ed economica.

La novità è prevista dal decreto legislativo 7 maggio 2026, n. 91, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 maggio 2026. Il provvedimento dà attuazione a due direttive europee, la direttiva UE 2024/1499 e la direttiva UE 2024/1500, che chiedono agli Stati membri di rafforzare gli organismi nazionali incaricati di vigilare sul rispetto del principio di uguaglianza.

Il nuovo Organismo subentrerà alla consigliera o al consigliere nazionale di parità e all’UNAR, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, finora competente per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica.

L’obiettivo è creare una struttura più ampia e coordinata, capace di intervenire non solo contro le discriminazioni legate all’origine etnica o razziale, ma anche in materia di lavoro, occupazione, sicurezza sociale, accesso a beni e servizi, parità tra donne e uomini, religione, convinzioni personali, disabilità, età e orientamento sessuale.

Il decreto stabilisce che il nuovo Organismo dovrà garantire la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza o dall’origine etnica, e in ambito lavorativo anche indipendentemente dalla religione, dalle convinzioni personali, dalla disabilità, dall’età o dall’orientamento sessuale. La sua competenza riguarderà inoltre la parità tra donne e uomini in settori come occupazione, sicurezza sociale e accesso a beni e servizi.

Non si tratta quindi soltanto di un cambiamento amministrativo, ma di una riorganizzazione del sistema nazionale di contrasto alle discriminazioni. Il nuovo Organismo avrà funzioni di sensibilizzazione, prevenzione, promozione della parità, assistenza alle vittime, risoluzione alternativa delle controversie, attività di accertamento, formulazione di pareri e raccomandazioni, tutela giurisdizionale, raccolta di dati e consultazione con soggetti istituzionali e sociali.

Un aspetto importante riguarda l’assistenza alle persone vittime di discriminazione. Il nuovo Organismo potrà rappresentare un punto di riferimento per chi subisce trattamenti ingiusti nell’accesso al lavoro, nei rapporti professionali, nei servizi o in altri ambiti coperti dalla normativa. L’intento è rendere più semplice l’emersione dei casi, favorire soluzioni rapide quando possibile e rafforzare gli strumenti di tutela anche davanti all’autorità giudiziaria.

Il decreto disciplina anche la composizione collegiale, i requisiti, le incompatibilità e le modalità di nomina dell’Organismo, con l’obiettivo di garantirne autonomia e indipendenza. Presso la nuova struttura sarà inoltre tenuto il registro delle associazioni e degli enti che operano nel campo della lotta alle discriminazioni, un elemento rilevante per valorizzare il ruolo del terzo settore e delle realtà che già lavorano sul territorio.

La nascita del nuovo Organismo si inserisce in un quadro europeo più ampio, nel quale la lotta alle discriminazioni viene considerata non solo un principio generale, ma anche una condizione concreta per l’accesso effettivo ai diritti. Per cittadini stranieri, lavoratori, donne, persone con disabilità e gruppi più esposti a marginalizzazione, la presenza di un’autorità indipendente più strutturata potrebbe rappresentare uno strumento in più per far valere le proprie tutele.

La vera sfida, tuttavia, sarà l’attuazione concreta. La nuova autorità dovrà essere dotata di risorse, competenze e capacità operative adeguate per non restare solo un passaggio formale. Dal 2027 si vedrà se il nuovo Organismo per la parità riuscirà davvero a rendere più efficace il contrasto alle discriminazioni e a costruire un sistema più accessibile per chi subisce violazioni del principio di uguaglianza.

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