Roma, 10 settembre 2025 – La Fifa rafforza il proprio impegno nella lotta al razzismo con la creazione del nuovo Players’ Voice Panel, un comitato formato da sedici ex calciatori e calciatrici provenienti da tutto il mondo. A guidare il gruppo c’è George Weah, ex stella del calcio mondiale e oggi presidente della Liberia, scelto come “capitano” di questo progetto.
Il Panel rappresenta un ulteriore tassello nell’ampio mosaico di iniziative promosse dalla Fifa per dire un no ancora più forte al razzismo, dentro e fuori dal campo. Oltre a regole e sanzioni, alle azioni disciplinari, alle denunce penali e ai programmi di prevenzione ed educazione, ora si aggiunge anche questo organo dedicato alla comunicazione, alla sensibilizzazione e al monitoraggio.
Il valore aggiunto del Players’ Voice Panel è la possibilità di portare le esperienze vissute in prima persona dai protagonisti. Le testimonianze degli ex calciatori diventano uno strumento concreto di consapevolezza, capace di trasformare le storie individuali in un messaggio universale: proteggere i giocatori e proteggere il gioco.
Come ha sottolineato Gelson Fernandes, ex centrocampista e oggi dirigente Fifa per l’Africa, “abbiamo la possibilità di avere un impatto e di fare azioni concrete per contrastare qualsiasi forma di discriminazione”. Anche l’ex nazionale francese Mikael Silvestre e l’ex stella svedese Lotta Schelin hanno ribadito l’urgenza di passare dalle parole ai fatti: “ci sono troppi giocatori che hanno subito insulti razzisti e noi abbiamo il dovere di fargli sapere che non sono soli”.
I volti e le voci del Panel
Il gruppo riunisce sedici icone del calcio mondiale, espressione di diversi background etnici e delle sei Federazioni globali della Fifa. Fanno parte del Panel:
- George Weah (Liberia)
- Emmanuel Adebayor (Togo)
- Mercy Akide (Nigeria)
- Ivan Cordoba (Colombia)
- Didier Drogba (Costa d’Avorio)
- Khalilou Fadiga (Senegal)
- Formiga (Brasile)
- Jessica Houara (Francia)
- Maia Jackman (Nuova Zelanda)
- Sun Jihai (Cina)
- Blaise Matuidi (Francia)
- Aya Miyama (Giappone)
- Lotta Schelin (Svezia)
- Briana Scurry (Stati Uniti)
- Mikael Silvestre (Francia)
- Juan Pablo Sorín (Argentina)
Con la loro voce, la loro immagine e le loro storie, questi ex campioni diventano simboli della campagna No Racism, uniti per difendere chi oggi scende in campo e per rendere il calcio un luogo sempre più inclusivo e sicuro.


