Chi non passerà il test potrà ripeterlo ad oltranza finché non raggiungerà il numero minimo di 18 risposte esatte su 24 domande. E’ polemica.
LONDRA – Bisognerà conoscere il Regno Unito meglio degli stessi cittadini britannici per avere il privilegio di vivere a tempo indeterminato nella terra di Sua Maestà: dal prossimo aprile il permesso di soggiorno sarà concesso soltanto a chi supererà un durissimo test in ‘Britishness’, alla lettera britannicità.
Gli esaminandi, oltre a dover possedere una discreta conoscenza della lingua inglese, dovranno rispondere a domande a risposta multipla del tipo ‘quando hanno votato per la prima volta le donne?’, ‘per quanti anni la Gran Bretagna ha combattuto nella seconda guerra mondiale?’, ‘perche’ moltissimi ebrei vennero nel Regno Unito dal 1880 al 1910?’.
Il sottosegretario all’immigrazione Liam Byrne ha dichiarato che la nuova misura è del tutto necessaria, perché chi decide di vivere in un Paese deve conoscerlo bene, in modo da integrarsi meglio e recitare un ruolo attivo nella società. Molte delle domande però metterebbero in crisi la maggior parte dei sudditi di Sua Maestà: gli argomenti d’esame spaziano infatti dai compiti costituzionali dell’Opposizione al modo in cui vengono nominati i giudici e a come questi applicano la legge, dalle statistiche sui bambini che vivono con un solo genitore o in una famiglia allargata al ruolo del Paese nell’Unione europea.
L’esame ‘Life in the Uk’ (La vita nel Regno Unito) è stato introdotto l’anno scorso, ma solamente per i 200.000 immigrati presenti in Gran Bretagna da almeno tre anni (o sposati da due) che hanno chiesto di prendere la cittadinanza. Con l’estensione dell’obbligo anche ai nuovi arrivati che ambiscono a un permesso di soggiorno a tempo indeterminato, l’esame sarà sostenuto da altre 180.000 persone. Chi non passerà il test potrà ripeterlo ad oltranza finché non raggiungerà il numero minimo di 18 risposte esatte su 24 domande. Soltanto chi ha una conoscenza di base dell’inglese quasi nulla o pari a zero potrà beneficiare di una ‘prova d’ingresso breve e facilitata, in cui potrà solo dimostrare di aver appreso i rudimenti della lingua e dello stile di vita britannici. Gli over 65 invece saranno del tutto esentati.
Il ‘Consiglio Congiunto per il Benessere degli Immigrati’ ha manifestato tutte le sue perplessità, evidenziando l’assurdità di far studiare giorno e notte una persona magari costretta a scappare dal proprio Paese perché perseguitata o in pericolo di vita. Il nuovo ‘esame di ammissione’ non piace neanche a parte della stampa, perché le domande di storia sarebbero troppo poche, mentre quelle che svelano agli immigrati i segreti per ottenere speciali sussidi economici sarebbero molte, e pure dettagliate.
(6 dicembre 2006)

