(ANSA) – ROMA, 1 MAR – Con le risorse messe a disposizione dal governo della destra per l’integrazione degli immigrati, "che ha fatto una politica delirante, noi oggi avremmo una guerra civile. Se oggi in Italia non si circola armati è perché ci sono comuni e una società civile che hanno fatto politiche giuste". Lo ha detto il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, che questa mattina, insieme al sottosegretario Cristina De Luca, ha presentato un libro ("Viaggio nell’Italia dell’immigrazione") che racconta degli incontri che ha avuto con le amministrazioni locali negli ultimi mesi. La pubblicazione è realizzata in collaborazione con il settimanale ‘Vita’ che lo distribuirà gratuitamente (30 mila copie) con il periodico in edicola domani. Ferrero ha ricordato che nel 2004, il 92% della spesa per l’immigrazione è servita per contrastare l’immigrazione, ben 190.271.000 a fronte dei complessivi 206.622.000. Si tratta – ha poi stimato il ministro – del 10-20% di quanto spendono invece gli enti locali e le associazioni di volontariato che lavorano per l’integrazione sociale degli immigrati e che permettono una convivenza civile evitando così conflitti e crisi sociali. Fra l’altro – ha tenuto a dire Ferrero – "va riconosciuto agli immigrati, che partecipano in percentuale maggiore rispetto agli italiani alla crescita della ricchezza del paese. Aumentare la spesa per la loro integrazione non è una carità ma significa qualificare la spesa pubblica". Tre le direzioni: l’abitazione, l’istruzione e la sanità. Ferrero ha anche ricordato che fra gli immigrati c’é un tasso minore di evasione fiscale oltre che una minore percentuale di criminalità. (ANSA).
(1 marzo 2007)