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IMMIGRAZIONE: FERRERO-GALAN, E’ SCONTRO DURISSIMO/ANSA GOVERNATORE VENETO ANNULLA INCONTRO E ACCUSA

(ANSA) – ROMA, 16 gen – Giornata rovente quella di oggi per il ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero e per il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, protagonisti di un durissimo scontro a distanza, scaturito dall’invito di Ferrero ai disobbedienti del Nord-est a partecipare a un incontro sui temi dell’immigrazione che avrebbe dovuto svolgersi nella sede della Regione a Venezia, e dalla successiva decisione di Galan di annullare la riunione. Ferrero è invece andato a Trieste, dove era in programma una riunione analoga e dove i disobbedienti non hanno voluto rispondere al suo invito a partecipare, motivando la decisione con le "evidenti complicità e le omissioni dei governi di centrosinistra" sui Centri di permanenza temporanea e in generale sulle politiche dell’immigrazione. E da Trieste Ferrero, che ha comunque definito "democratica" la decisione dei disobbedienti di non incontrarlo, ha voluto replicare a Galan. "Quello che ha fatto oggi il governatore – ha detto – lo considero uno sgarbo istituzionale e una cosa un po’ miope dal punto di vista della democrazia". Il ministro ha poi aggiunto che tutti questi incontri sono aperti e che "la democrazia in questo paese è stata costruita da chi ha fatto sì che tutti potessero parlare. Io preferisco che tutti parlino e voglio sentire anche chi mi critica pesantemente. Credo che questa sia la democrazia". Ferrero ha quindi annunciato che chiederà "al governatore del Veneto di riconvocare l’assemblea in modo che ci sia una sala adeguata a poter ricevere tutti coloro che dovranno venire. Il Veneto – ha concluso Ferrero – è fra le regioni d’Italia che più debbono agli immigrati per quanto riguarda la produzione della loro ricchezza". Pronta e dura la replica di Galan: "quel ministro inadeguato, provocatore, scorretto da più punti di vista, osa ancora insistere nel suo inqualificabile errore. La riunione prevista per discutere i temi dell’immigrazione è stata cancellata perché da parte di quel ministro sono state cancellate le più elementari regole di comportamento istituzionale. Coloro che dovevano partecipare alla riunione e di conseguenza anche gli argomenti da trattare erano già stati fissati, stabiliti da giorni e giorni. Ma quel ministro è cresciuto politicamente in ambienti che non conoscono alcun galateo politico e istituzionale". E ancora: "a quel ministro interessa soltanto recuperare il rapporto con le frange illegali e violente dei suoi ‘movimenti’. In breve, quel ministro chieda scusa alla Regione del Veneto e a tutti coloro che seriamente e legalmente si occupano qui da noi di immigrazione. Fatto questo, si vedrà se vale la pena riprendere un discorso con chi si preoccupa soprattutto di Casarini e compagni". "E’ Ferrero che deve chiedere scusa" gli fa eco Antonio Leone di Forza Italia, mentre per il leghista Roberto Cota il ministro "é il neonato leader del partito degli immigrati". E perfino il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Antonio Borghesi, si dice d’accordo con Galan. A difesa di Ferrero sono intervenuti tre esponenti veneti del Prc, il partito del ministro, che hanno definito il rifiuto della Giunta "una lacerazione istituzionale senza precedenti nella storia non solo del Veneto ma di tutte le Regioni italiane". Spiegando poi che sul piano formale gli incontri previsti erano articolati in due momenti separati: "il primo tra il ministro e le istituzioni regionali e il successivo allargato ad enti e associazioni che si occupano di immigrazione e che, ci era stato assicurato, poteva considerarsi aperto a tutte le presenze".(ANSA).

(16 gennaio 2007)

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