(ANSA) – ROMA, 4 GIU – Occorre costruire una mobilitazione dal basso, altrimenti la nuova legge sull’immigrazione, la Amato-Ferrero, non sarà mai approvata: ne è convinto il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, intervenendo a margine della Conferenza nazionale dei lavoratori stranieri organizzata dalla Fillea Cgil, il ministro ha difeso il testo di riforma della legge Bossi-Fini, pur ammettendo che lui ne avrebbe "scritta una migliore". Ma il testo, attualmente fermo al Senato, non è secondo il ministro un "testo timido", ma al contrario contiene "modalità molto avanzate". "Non è la migliore legge possibile – ha spiegato Ferrero – ma approvarla sarebbe un bel salto di qualità. Dubito però – ha aggiunto – che sarà approvata se non diamo vita a una pressione uguale e contraria alla campagna di criminalizzazione portata avanti dalla destra e dai mass media". "Non chiedo – ha continuato Ferrero rivolgendosi alla Cgil – che il sindacato appoggi la legge del governo, ma occorre che qualcuno si mobiliti per farla approvare". E rispondendo alla sollecitazione del responsabile immigrazione della Cgil, Soldini, il ministro ha detto che "una manifestazione nazionale sarebbe la benvenuta: bisogna far vedere i tre milioni di stranieri che lavorano e che non ci sono solo i tre pirla che incendiano un autobus". Una mobilitazione dal basso, secondo il ministro, servirebbe a "rovesciare l’immagine degli immigrati fornita dalla destra e dai mass media". (ANSA).2007-06-04 14:57
(4 giugno 2007)