(ANSA) – ROMA, 9 MAR – Sally Kane, senegalese, e Irma Perez Tobias, filippina: la decima edizione del premio ‘Nonsolomimose’ di Inca Cgil sono due donne immigrate, che si sono pienamente inserite diventando "nuove cittadine". La premiazione è avvenuta questo pomeriggio, alla presenza del ministro per le politiche della famiglia Rosy Bindi, del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani e del presidente dell’Inca Cgil Raffaele Minelli. Selly Kane è dirigente sindacale della Camera del lavoro di Ancona, Irma Perez Tobias è la prima donna immigrata eletta come consigliere comunale a Roma: entrambe, secondo la motivazione del premio, si sono impegnate in favore dei diritti dei lavoratori e degli immigrati, arrivando a ricoprire ruoli determinanti per l’affermazione della cultura dei diritti delle "cittadine del mondo", donne che lasciano i loro Paesi d’origine. In tutto il mondo sono 95 milioni, pari al 49,6% di tutti i migranti; in Italia rappresentano il 40,7% della popolazione immigrata, e se nel 2005 tutti gli immigrati hanno inviato nei loro Paesi, per aiutare le loro famiglie e le loro comunità, ben 183,5 miliardi di euro, la quota trasferita dalle donne si aggira sul 55,6% del totale. Sono donne che emigrano per ricongiungersi ai loro familiari, ma anche per lavorare: sono colf, baby sitter, badanti, cameriere, contadine, operaie, ma anche prostitute, rifugiate politiche. Lavorano moltissimo, talvolta 24 ore su 24, ma spesso sono loro stesse a volerlo, come ha sottolineato Rosy Bindi: "quasi sempre si tratta di persone che hanno l’obiettivo di restare da noi solo qualche anno, e che quindi cercano di guadagnare il più possibile per poter tornare a casa". Per questo, secondo il ministro, "bisogna puntare a trasformare l’immigrazione di breve periodo in immigrazione di lungo periodo, bisogna creare le condizioni per cui queste donne sentano l’Italia come la loro casa". "La Bossi-Fini – ha detto Bindi – è una legge cinica e stupida, proprio perché è strutturata per far restare poco gli immigrati, e noi vogliamo cambiarla". Il premio di quest’anno dell’Inca, ha sottolineato Epifani, é "anche un omaggio a queste donne che hanno saputo ricrearsi condizioni di vita, tirando su le famiglie nei paesi di emigrazione, ed è un bel modo di ricordare la festa dell’8 marzo. Donne – ha aggiunto il segretario generale della Cgil – che hanno anche portato l’immagine dell’Italia in giro per il mondo". (ANSA).
(9 marzo 2007)


