Sotto accusa l’assenza di un sistema centralizzato che permetta di avere informazioni sugli arresti e le detenzioni degli immigrati
WASHINGTON – Il relatore speciale dell’ Onu per i diritti umani dei lavoratori migranti, Jorge Bustamante, ha espresso "preoccupazione" per la situazione negli Stati Uniti, in particolare per l’assenza di un sistema centralizzato che permetta di avere informazioni sugli arresti e le detenzioni degli immigrati. "Possono trascorrere lunghi periodi senza che le famiglie abbiano la minima informazione sulla sorte dei loro parenti detenuti", ha detto Bustamante in una conferenza stampa.
Il responsabile dell’Onu ha terminato una missione di tre settimane negli Stati di confine di California e Arizona, per controllare le operazioni di pattugliamento delle guardie di frontiera e discutere con esponenti della società civile i problemi dei migranti.
Secondo Bustamante, un eccesso di delega dei poteri delle forze dell’ordine e della giustizia a istanze locali "può compromettere la capacità del governo americano di rispettare i suoi obblighi in tema di diritti umani in base al diritto internazionale". Il relatore, che il mese prossimo dovrà presentare un rapporto all’Assemblea generale dell’Onu, si è detto "deluso" che sue visite in precedenza autorizzate in altri due Stati degli Usa, Texas e New Jersey, "siano state annullate senza spiegazioni". Bustamante ha riconosciuto di "non aver avuto completa libertà" di parlare con gli immigrati clandestini detenuti, le cui condizioni sono regolarmente denunciate da organizzazioni per la tutela dei diritti umani.
"Trasferimenti di individui in detenzione possono effettuarsi senza che le famiglie o gli avvocati siano informati e possono risultare in detenzioni in luoghi isolati, lontano dalle famiglie e senza accesso a assistenza legale", ha aggiunto. Bustamante ha segnalato poi detenzioni temporanee di bambini, accompagnati o no da adulti; ed ha precisato che il suo rapporto riferirà inoltre di mancanza di alloggi adeguati per gli immigrati, trattamenti disumani o selettivi secondo nazionalità e origine etnica, lavoro forzato.
(21 maggio 2007)


