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IMMIGRAZIONE: OPERAI CINESI COME SCHIAVI, OTTO ARRESTI

(ANSA) – PISTOIA, 21 APR – Blitz in una lavanderia cinese a Pistoia, dove i carabinieri hanno scoperto che i lavoratori, oltre a svolgere turni massacranti, mangiavano e dormivano in pessime condizioni igieniche. Otto cinesi sono stati arrestati con l’accusa di sfruttamento di manodopera clandestina e riduzione in schiavitù, altri sette connazionali sono stati espulsi perché clandestini, e sono stati sequestrati i macchinari. Sono state anche elevate sanzioni amministrative per 263 mila euro e recuperi contributivi per 240 mila euro. L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo operativo radiomobile di Pistoia, della stazione di Serravalle pistoiese e del nucleo ispettorato del lavoro. Secondo quanto è stato appurato, la lavanderia, realizzata in un capannone a Sant’Agostino, nel cuore della zona industriale, aveva un fiorente giro d’affari e lavorava per altre aziende del settore o per alberghi, ovviamente a prezzi stracciati. L’organizazione della ditta prevedeva tre tipologie di operai: gli ‘zagong’, lavoratori tuttofare che si occupavano anche della conduzione logistica della comunità, gli ‘shougong’, di un livello intermedio, e i ‘checong’, gli specializzati. Nell’ultimo anno, il nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri di Pistoia ha ispezionate 15 ditte gestite da cinesi: sette sono state sequestrate, per un valore di tre milioni di euro, mentre 18 sono state le persone finite in carcere per sfruttamento della manodopera clandestina, 14 quelle arrestate per non aver lasciato il territorio nazionale e 78 i clandestini individuati ed espulsi. (ANSA).

(21 aprile 2007)

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