(ANSA) – VENEZIA, 16 GEN – "Dietro la vicenda dell’incontro, prima fissato e poi annullato, tra il Ministro Paolo Ferrero e la Giunta veneta che avrebbe dovuto servire per fare il punto sulle politiche per l’immigrazione ci sono due problemi, uno di forma e uno di contenuto, entrambi molto seri". Lo hanno affermato, nel corso di un incontro con i giornalisti, tre esponenti veneti di Rifondazione Comunista: il consigliere regionale Pietrangelo Pettenò, l’on. Gino Sperandio e Mauro Tosi della segreteria regionale. I tre hanno definito il rifiuto della Giunta "una lacerazione istituzionale senza precedenti nella storia non solo del Veneto ma di tutte le Regioni italiane". "Sul piano formale – spiega Tosi – c’é anzitutto da dire che gli incontri previsti erano articolati in due momenti separati: il primo tra il Ministro e le istituzioni regionali e il successivo allargato ad enti e associazioni che si occupano di immigrazione e che, ci era stato assicurato, poteva considerarsi aperto a tutte le presenze". "Per quanto riguarda i contenuti – osservano Pettenò e Sperandio – siamo conviti che questa cancellazione dell’incontro, di grande effetto mediatico e discutibile buona creanza com’é nello ‘stile Galan’, sia servito alla Giunta per occultare il nulla che caratterizza la sua politica sui flussi migratori. Ci pare, infatti, che l’assessore Oscar De Bona si occupi molto delle ‘famiglie’ che organizzano gli emigrati veneti nel mondo e i loro discendenti e poco degli immigrati che nel Veneto vivono e lavorano quasi ‘rimuovendo’ il problema di questa presenza". (ANSA).
(16 gennaio 2007)


