(ANSA) – MONOPOLI (BARI), 7 GIU – Parlano di diritti, di differenze e integrazione e per farlo hanno attraversato fisicamente e culturalmente il ‘continente liquido del Mediterraneo’, mare che per secoli ha diviso ma che oggi viene vissuto più come veicolo per l’incontro tra realtà sociali, culturali e religiose differenti. Per quattro giorni a Monopoli circa 200 giovani delegati di organizzazioni giovanili provenienti da 47 Stati del Consiglio d’Europa e da una dozzina di Paesi del Mediterraneo discutono e si confrontano sui diritti umani dei migranti nell’area del Mediterraneo, nell’ambito di Chroma, l’evento che conclude per la parte italiana la campagna All different All Equal sui diritti umani, la diversità e la partecipazione giovanile promossa dal Consiglio d’Europa. La campagna è coordinata in Italia dal Forum nazionale dei giovani che raccoglie più di sessanta organizzazioni giovanili estremamente eterogenee tra loro e, anche per questo, largamente rappresentative. Ai lavori, giunti oggi alla seconda giornata e che si concluderanno sabato prossimo, ha partecipato, tra gli altri il ministro per le Politiche giovanili, Giovanna Melandri. Nel suo intervento, il ministro ha sottolineato l’importanza del "protagonismo giovanile per realizzare l’integrazione socio culturale" dei migranti che, attraverso il Mediterraneo si incontrano in Europa. "E’ molto importante affidare alle seconde generazioni e ai ragazzi la ricerca del modello di integrazione – ha detto – che dobbiamo costruire anche tenendo conti degli errori commessi in altri Paesi". "Tra il modello assimilativo francese (tutti uguali ma poco riconoscimento delle diversità) – ha aggiunto – e quello multiculturale inglese, l’Italia deve cercare di costruire un modello ben dosato". Aprendo i lavori, il direttore Gioventù e sport al Consiglio d’Europa, Ralf-René Weingaertner, ha riconosciuto che la situazione "non è delle migliori e spesso è molto triste perché in molti Paesi ai migranti non vengono riconosciuti diritti e pari dignità". L’approccio del Consiglio d’Europa sul tema è invece "che anche i migranti devono essere considerati come una risorsa e anche una risorsa economica negli stati in cui vengono accolti". "Al tempo stesso – ha proseguito – comprendo bene le difficoltà e le sfide che ci sono nella integrazione e nella inclusione dei migranti nelle società di accoglienza, ma la cosa che per il Consiglio d’Europa non bisogna mai perdere di vista è quella della dignità umana, dei diritti umani che è alla base della convivenza reciproca".
(7 giugno 2007)


