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IMMIGRAZIONE: TETTAMANZI, MILANO PUO’ DARE RISPOSTE CONCRETE NEL SEGNO DI LEGALITA’, SICUREZZA E ACC

(ANSA) – MILANO, 6 GEN – L’invito alle istituzioni e alle autorità responsabili a favorire i ricongiungimenti familiari dei migranti e un ammonimento affinché anche loro sappiano meritare la fiducia di chi li accoglie sono stati al centro dell’omelia dell’arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, alla messa in Duomo della ‘Festa dei popoli’ per la celebrazione dell’Epifania. L’arcivescovo ha accostato la famiglia dei migranti a quella di Gesù, costretta a fuggire in Egitto e ha ricordato il messaggio del papa in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato: "Nel dramma della famiglia di Nazaret – aveva detto il papa – intravediamo le difficoltà di ogni famiglia migrante, i disagi, le umiliazioni, le ristrettezze e la fragilità di milioni di migranti, profughi e rifugiati". "E’ per questo – ha detto il cardinale – che sento il dovere umano e pastorale di rivolgermi alle istituzioni e alle autorità responsabili per chiedere loro di favorire i ricongiungimenti familiari, ponendo così rimedio al primo male della famiglia migrante: la divisione, la separazione, la lontananza". Ricordando la fuga in Egitto di Giuseppe, Maria e di Gesù, l’arcivescovo ha sottolineato: "Però almeno restano uniti. la migrazione oggi invece, nelle sue più abituali forme di espressione divide e separa le famiglie". Tanti i problemi che gli immigrati devono affrontare: dalla casa al lavoro, dai sussidi familiari all’educazione dei figli, dalla scuola alla salute. Il cardinale è però fiducioso che loro e Milano siano in grado di superare questa emergenza: "Ci troviamo a Milano, in una città ricca di risorse, tradizionalmente aperta e generosa, ben organizzata. E così anche a questi problemi la città deve rispondere: Milano ce la può fare. E’ importante però che anche voi sappiate meritare la fiducia dei milanesi che vi accolgono". Non poteva mancare un riferimento agli insediamenti dei nomadi, alla luce del recente allargamento dell’Europa a paesi come la Romania e ai campi di Opera e via Triboniano. Sfide nuove che, secondo l’arcivescovo "devono vedere una città capace di risposte concrete, date nel segno molteplice e armonico della legalità, della sicurezza, dell’accoglienza, del rispetto dei diritti fondamentali della persona, in un clima di autentica socialità". "Milano ce la può fare" ha ribadito Tettamanzi: "Ad alcune condizioni però: di cancellare varie forme di egoismo, di far crescere il dialogo ragionato e pacato, di sviluppare un’azione concertata tra istituzioni e forze sociali e volontariato, di giungere ad una politica di vero e proprio servizio che, superando gli interventi di emergenza, sviluppi un’opera sapiente di integrazione, ricca di lungimiranza e capace di paziente fiducia". (ANSA).

(6 gennaio 2007)

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