(ANSA) – ROMA, 11 MAG – Dall’Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) viene una condanna per i centri di accoglienza collettivi perché, in particolare per i bambini, possono costituire un ostacolo duraturo all’integrazione. La considerazione è contenuta in una nota in cui l’Unhcr ha avanzato una serie di richieste all’Unione Europea, in occasione della riunione informale di Potsdam dei ministri con competenza nel settore dell’immigrazione. Per l’Unhcr "la detenzione, anche per un limitato periodo di tempo, può avere conseguenze durature sugli individui e sulla loro capacità di adattarsi e integrarsi, in particolare nel caso di bambini e di persone che hanno subito traumi. I centri d’accoglienza collettivi – afferma l’Unhcr -, se da un lato soddisfano le immediate necessità abitative dei richiedenti asilo, possono tuttavia avere l’effetto di isolarli dalla comunità locale". Questo anche perché, secondo l’Alto commissariato Onu è molto importante ai fini dell’integrazione la disponibilità di un alloggio che consenta "la costruzione di relazioni con la comunità ospitante". Per quanto riguarda i richiedenti asilo, ad avviso dell’Unhcr "le politiche di accoglienza dovrebbero essere elaborate in modo da ridurre al minimo il loro isolamento e la separazione dalle comunità locali e da fornire efficaci servizi di insegnamento della lingua, formazione professionale e assistenza mirati all’ottenimento di un lavoro. Tale approccio si fonderebbe così sulle competenze e sulle risorse degli individui, incoraggiando richiedenti asilo e rifugiati a diventare membri attivi della società, aumentando le loro possibilità di integrarsi con successo nel paese ospitante o di reintegrarsi nel proprio paese d’origine in caso di rimpatrio. Il lavoro non fornisce alle persone soltanto un reddito, ma anche autonomia, un ruolo e un riconoscimento sociale". (ANSA).
(11 maggio 2007)