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INCENDIO IN CASA IMMIGRATI A ROMA,MORTI MADRE E FIGLIO /ANSA PER VF INCIDENTE, ALTRO FIGLIO VITTIMA

(ANSA) – ROMA, 13 gen – Una madre e un figlio bengalesi sono morti mentre tentavano di sfuggire, lanciandosi da una finestra, alle fiamme e al fumo divampati in un appartamento al quarto piano in via Buonarroti, nel rione Esquilino, il quartiere più multietnico di Roma. La tragedia dopo la mezzanotte e mezza. Le vittime: Mary Begum, 38 anni, casalinga e Hasib Mohamod, di 10. Ancora da accertare le cause che hanno scatenato il rogo, nell’appartamento di 5 stanze, sovraffollato, abitato da 13 bengalesi e un’italiana. I carabinieri della compagnia di piazza Dante sono orientati a parlare di incidente così come i vigili del fuoco, che attribuiscono l’incendio ad un corto circuito o una candela lasciata accesa. Non la pensa così l’altro figlio della vittima, Hassan, studente, di 17 anni: "Ho visto qualcuno che lanciava un fiammifero vicino ad una tenda accanto alla porta della stanza e ho detto a mia madre ‘mamma, c’é il fuoco, il fuocò". Quel qualcuno, secondo il ragazzo, potrebbe essere la donna italiana, di 57 anni, che era in un’altra stanza. "Forse – ha detto piangendo – è stata una signora italiana che abita nel nostro stesso appartamento". La donna è stata ascoltata dai carabinieri. Sui due cadaveri il pm Caputo ha disposto che nei prossimi giorni sia effettuato l’esame autoptico. Al momento non ci sono indagati. Due morti che hanno scosso gli inquilini del palazzo, diviso in due scale, che quando si sono accorti nel sonno del fumo che si propagava nei piani sono scesi in strada. Momenti di panico, lo stesso che ha colto Mary Begum, che si è gettata dalla finestra portandosi dietro il figlio più piccolo. Le urla disperate di Babul, il marito, che al momento della tragedia era fuori per lavoro in un ristorante, e del figlio sopravvissuto, hanno squarciato nella notte via Buonarroti. Tutti gli abitanti del palazzo dicono che la famiglia, originaria di Dhaka, capitale del Bangladesh, è ben inserita nel quartiere. Il marito è da sedici anni a Roma, la moglie faceva la casalinga e cucinava per gli inquilini dell’ appartamento, il bambino morto con lei era giocoso, amava fare gli scherzi ed andava in una scuola della zona, il figlio maggiore frequenta un istituto superiore. Cordoglio è stato espresso da tutta la città. Solidarietà ai familiari delle vittime è stata espressa dal sindaco Walter Veltroni, dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e dal presidente della provincia di Roma Enrico Gasbarra. Veltroni ha predisposto "tutto il possibile attraverso l’assessorato alle Politiche Sociali, per dare aiuto e sostegno alla famiglia colpita da questa tremenda tragedia". Una tragedia che ha fatto emergere il problema del sovraffollamento in molti appartamenti dell’Esquilino dove gli immigrati per un posto letto arrivano a pagare oltre 300 euro al mese. "Quanto è successo è frutto del degrado di Roma – ha detto la responsabile nazionale famiglie e minori di Forza Italia, Maria Burani Procaccini – Ci sono abitazioni con decine di extracomunitari nello stesso spazio, ignorati da una città che si auto celebra, ma che mostra tutte le sue falle sociali". "Questa è l’altra faccia del ‘paradiso multiculturale’ propagandato dalla sinistra, che in realtà si traduce in disperazione e sfruttamento", ha sottolineato il capogruppo di An nel I municipio Federico Mollicone. (ANSA).

(13 gennaio 2007)

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