"Siamo impegnati per riformare la legge, oggi pone ostacoli assurdi". Formazione in patria per i lavoratori tunisini TUNISI – Roma e Tunusi vogliono lavorare insieme contro l’immigrazione clandestina, un obiettivo che si può perseguire modificando la legge sull’immigrazione del BelPaese ma anche avviando programmi di formazione oltre il canale di Sicilia.
La dichiarazione di intenti è arrivata ieri al termine della visita a Tunisi del ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, che ha concluso il tour maghrebino dopo la tappa in Marocco dei giorni scorsi.
La necessità di combattere insieme i flussi irregolari è stata sottolineata sia dal titolare della Farnesina che dai dirigenti tunisini da lui incontrati, a cominciare dal presidente Ben Alì.
D’Alema ha espresso soddisfazione per la cooperazione della Tunisia in questa direzione e ha ricordato che l’Italia è impegnata per la riforma della legge sull’immigrazione che oggi pone molti "ostacoli" che "sembrano assurdi". Ci sono state alcune sollecitazioni in questo senso da parte tunisina che il ministro degli esteri ha spiegato di condividere. Roma intende "governare insieme" a Tunisi l’immigrazione, nella convinzione che l’immigrazione organizzata sia "utile alla società e all’economia italiana".
E’ quindi importante applicare l’accordo sul lavoro che esiste fra i due Paesi e che prevede, fra l’altro, anche la formazione di lavoratori tunisini prima della loro partenza dall’Italia, sulla base delle esigenze delle imprese italiane. Da parte italiana c’é l’impegno per un miglioramento della politica di accoglienza dei lavoratori tunisini.
(5 aprile 2007)


