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La denuncia della Cgil: “Stranieri sfruttati nei campi, paghe da 2,5 euro l’ora”

Regolarmente assunti, percepivano paghe inferiori ai minimi tabellari

FOGGIA – Nelle borgate attorno a Foggia gli stranieri impiegati nella raccolta del pomodoro hanno dato vita ad una sorta di asta al ribasso pur di trovare lavoro: in alcuni casi i bulgari e i romeni sono disposti a guadagnare 2,5 euro ad ora. Si tratta di una cifra bassissima, mai incassata dagli immigrati, che pure accettano somme assai inferiori ai minimi contrattuali nonostante il lavoro durissimo.

Lo denunciano la Flai Cgil di Foggia e l’Arci provinciale che hanno incontrato oltre duemila lavoratori immigrati nel tour per le campagne della Daunia del ‘Camper dei diritti e della solidarieta”.

Il camper ha toccato i maggiori centri della provincia di Foggia interessati dalla raccolta del pomodoro e ha compiuto veri e propri ‘blitz’. Sono stati distribuiti volantini multilingue con informazioni su retribuzioni e orari di lavoro previsti dal contratto, o con le sedi degli ambulatori aperti dalla Ausl – sedici in tutta la provincia – per prestare un’assistenza minima di base durante tutto il periodo della raccolta. In generale – spiega il sindacato – è stata riscontrata una maggiore meccanizzazione nella fase di raccolta del pomodoro ed è stato constatato come, anche nei casi in cui i lavoratori immigrati erano regolarmente assunti, percepivano paghe inferiori ai minimi tabellari.

"A Cerignola – spiega Daniele Calamita, della Flai – c’é chi ha ammesso di retribuire i lavoratori per numero di cassoni riempiti. Abbiamo dovuto spiegare che il pagamento a cottimo nel nostro Paese è vietato dalla legge".

(11 settembre 2007)

s.c.

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