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La Santa Sede: “Migrazioni da analizzare senza stereotipi, al centro la dignità umana”

Roma, 12 dicembre 2025 – Nel suo intervento alla 116ª sessione del Consiglio dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), l’arcivescovo Ettore Balestrero, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha invitato a superare narrazioni polarizzate e pregiudizi sul fenomeno migratorio, promuovendo un’analisi “oggettiva e completa” delle sue cause e conseguenze.

Secondo Balestrero, i migranti non devono essere considerati né problemi da risolvere né opportunità da sfruttare, ma persone, portatrici di diritti e dignità, che incarnano il “volto umano della globalizzazione”. Un dato su tutti: nel mondo si contano oggi circa 304 milioni di migranti internazionali.

Pur ribadendo il diritto degli Stati a tutelare i propri confini, la Santa Sede sottolinea che la sovranità nazionale deve sempre andare di pari passo con il rispetto dei diritti fondamentali di chi migra. In caso contrario, come ricordato da Papa Leone XIV, non si tratta di legittimo esercizio dell’autorità statale, ma di violazioni gravi.

Particolare preoccupazione è stata espressa per le rotte migratorie pericolose e per lo sfruttamento operato dai trafficanti: nel 2024 almeno 8.939 persone hanno perso la vita durante i percorsi migratori, l’anno più letale mai registrato.

Nel suo intervento, Balestrero ha inoltre evidenziato il ruolo centrale delle organizzazioni religiose, spesso presenti nelle aree più remote e carenti di servizi, che continuano a offrire assistenza prima, durante e dopo le emergenze migratorie. Un impegno che si ispira al principio indicato da Papa Francesco: accogliere, proteggere, promuovere e integrare, senza distinzioni.

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