(ANSA) – ANDRIA, 23 DIC – Faceva parte della folta schiera delle centinaia di extracomunitari giunti nelle ultime settimane ad Andria, nel nord barese, per la raccolta delle olive, Salah Bensadah, il marocchino quarantatreenne morto quasi certamente assiderato il 19 dicembre scorso nell’ospedale di Spinazzola (Bari), dopo essere stato dimenticato per oltre undici ore nel pronto soccorso dell’ospedale di ‘Bonomo’ di Andria. Per il suo decesso sei medici sono indagati per omicidio colposo dalla procura di Trani (Bari), che avrebbe finora accertato che al marocchino, nel nosocomio di Andria, furono assicurate solo le prime cure mediche e null’altro. Come Bensadah, sono centinaia gli extracomunitari che vivono in condizioni disumane. Trascorrono la notte in casolari pericolanti e non hanno a disposizione ne’ acqua, ne’ energia elettrica, ne’ fuoco, ne’ coperte. Sono giunti nel nord barese per la raccolta delle olive, ‘l’oro verde’, come lo chiamano in Puglia. Il numero esatto di questi stranieri nessuno lo conosce: si sa solo che molti sono clandestini e che in tantissimi hanno finora chiesto aiuto alla Caritas diocesana e alla Casa di Accoglienza ‘Santa Maria Goretti’ di Andria, diretta da don Geremia Acri, che conosceva Salah. Il sacerdote offre agli immigrati pasti caldi e sostentamento. Ogni mattina, assieme ad un gruppo di volontari, fa il giro dei casolari per portare latte caldo a questi lavoratori che sono sfruttati da moltissimi agricoltori. (ANSA). BU 23-DIC-07 17:33 NNN