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Migranti, a febbraio +72% di arrivi via mare in Italia: 2.510 sbarchi secondo l’Unhcr

Roma, 4 marzo 2026 – Nel mese di febbraio 2026 sono state 2.510 le persone sbarcate sulle coste italiane, con un aumento significativo rispetto a gennaio, quando gli arrivi erano stati 1.457. Il dato, diffuso dall’Unhcr, segnala una crescita del 72% in un solo mese, anche se il totale dei primi due mesi dell’anno resta inferiore rispetto allo stesso periodo del 2025.

Secondo le informazioni raccolte dall’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, la maggior parte delle persone partite verso l’Italia proviene da Libia e Tunisia. La Libia si conferma il principale Paese di partenza: da lì è partito circa l’85% delle persone arrivate via mare dall’inizio del 2026, una quota comunque inferiore rispetto al 93% registrato nei primi mesi del 2025. La Tunisia resta il secondo punto di partenza con il 10% degli arrivi complessivi.

La Sicilia continua a rappresentare il principale punto di approdo. In particolare, Lampedusa ha concentrato il 64% degli sbarchi di febbraio e il 63% di tutti gli arrivi registrati nei primi due mesi dell’anno. Tra gli altri porti interessati figurano Pozzallo, Livorno, Ravenna, Pantelleria, Vibo Valentia, Trapani, Catania, Taranto e Marsala.

Nel complesso, da gennaio a febbraio 2026 sono state registrate 3.967 persone arrivate via mare, un dato comunque inferiore rispetto allo stesso periodo del 2025, quando gli arrivi erano stati 6.808.

Per quanto riguarda le nazionalità delle persone sbarcate a febbraio, il gruppo più numeroso è quello proveniente dal Bangladesh (20%), seguito da Somalia (9%), Pakistan (7%), Egitto (6%), Sudan (5%) e Algeria (5%). Tra le altre nazionalità figurano Guinea (3%), Iran (2%), Costa d’Avorio (1%) e Tunisia (1%).

Un elemento che continua a preoccupare riguarda la presenza di minori non accompagnati, che rappresentano il 13% degli arrivi via mare nel mese di febbraio, in aumento rispetto all’11% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo l’Unhcr, almeno sei persone risultano morte sulla rotta del Mediterraneo centrale nel corso di due incidenti avvenuti a febbraio vicino alle coste italiane. L’agenzia sottolinea tuttavia che il dato è probabilmente sottostimato, perché basato esclusivamente sulle testimonianze raccolte dai team presenti agli sbarchi.

Il bilancio delle vittime resta infatti molto più pesante secondo il Missing Migrants Project dell’Oim: nei primi due mesi del 2026 sono state 606 le persone morte o disperse nel Mediterraneo, di cui 503 lungo la rotta del Mediterraneo centrale, che continua a essere la più pericolosa. Nello stesso periodo del 2025 le vittime erano state 287, di cui 141 sulla stessa rotta.

Infine, i dati indicano che il 16% delle persone arrivate in Italia nei primi due mesi dell’anno è stato soccorso dalle organizzazioni non governative impegnate nelle operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo.

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