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Napolitano: “L’immigrazione è una risorsa, ma serve legalità”

Messaggio del Presidente della Repubblica. "Dare certezze al percorso migratorio fin dai Paesi di origine, con regole che tutti devono rispettare"

L’immigrazione è una risorsa "economica" e "sociale" per l’Italia, ma "la strada dell’integrazione è ancora lunga". È necessario che "gli ingressi avvengano per via legale", evitando i "gravissimi rischi" legati alla clandestinità.

Così il capo dello Stato Giorgio Napolitano in un messaggio inviato oggi al Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, in occasione della "Giornata Internazionale del Migrante".

"L’Italia è oggi soprattutto un Paese di immigrazione – scrive Napolitano – Un’immigrazione che contribuisce a colmare carenze di manodopera, che consente alle imprese di produrre e alle famiglie di essere aiutate nella cura dei propri cari. Gli immigrati rappresentano ormai una quota significativa non solo dei nuovi occupati, ma anche dei nuovi imprenditori. Si tratta di un’immigrazione che si radica positivamente: basti pensare alla consistente presenza dei bambini nelle scuole o ai numerosi immigrati che comprano casa e prodotti di consumo durevole".

"Ma la strada dell’integrazione è ancora lunga – nota il presidente della Repubblica – e va affrontata con coerenza e rigore. A tal fine è anzitutto necessario che gli ingressi avvengano per via legale. Gli immigrati non devono più avere la paura di vivere in condizione irregolare e di sopportare le conseguenze dell’emarginazione che alla irregolarità si associa. E’ soprattutto cruciale evitare i gravissimi rischi collegati agli ingressi clandestini, che troppo spesso avvengono per opera di organizzazioni che lucrano sul traffico di vite umane e generano un flusso incontrollato che può anche includere componenti criminali e che comunque provoca allarme nelle comunità nelle quale gli immigrati devono potersi inserire".

"D’altra parte, la criminalità che ha origine dall’immigrazione clandestina ha spesso come vittime gli stessi immigrati: bambini e adulti ridotti a lavorare in condizioni estreme ed umilianti, giovani donne costrette a prostituirsi, persone contrabbandate come merce di nessun valore e talora costrette a subire vere e proprie forme di schiavitù. Né dobbiamo abituarci a tollerare le morti strazianti che uomini, donne e bambini trovano sulle vie di fuga da guerre, da conflitti interni, da situazioni di povertà e di carestia. Dobbiamo impegnarci tutti, a livello nazionale, europeo ed internazionale affinché le tante tragedie che ancora avvengono nei nostri mari e nei deserti dell’Africa non accadano più".

"Dare certezze al percorso migratorio fin dai Paesi di origine, con regole che tutti devono rispettare, significa far rientrare nella normalità un fenomeno che ormai contrassegna questo secolo. La presenza di immigranti – conclude il presidente Napolitano – contribuisce alla crescita e alla modernizzazione di un Paese e non solo sul piano economico. Anche sul piano sociale l’incontro di costumi, tradizioni, culture e linguaggi diversi si intreccia e contribuisce al dialogo, al confronto e alla convivenza in una moderna società".

(18 dicembre 2006)

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