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Nascite. I primi “arrivi” del 2007 sono due neonati romeni

Non sono segnalate resse ai valichi di frontiera italo-sloveni di Trieste ROMA – Non ci sono state resse ai valichi di frontiera italo-sloveni di Trieste, "porta" d’ingresso naturale in Italia per i lavoratori dei paesi balcanici, né sono stati segnalati aumenti di passeggeri dagli aerei provenienti da Sofia o Bucarest.

Nei primi due giorni di Bulgaria e Romania nell’Unione Europea la vera "invasione" non è stata quella temuta di aspiranti bandanti o muratori, ma quella dei neonati, due bambini rumeni che sono risultati tra i primi nati del 2007 sia a Roma che a Torino.

Festeggiato in patria e nei paesi di immigrazione come la fine di un isolamento durato anche oltre la fine dei regimi comunisti, l’ingresso in Europa cambierà concretamente la vita ai tanti rumeni che lavorano in Italia.

A confermare la festa per i rumeni, i due record tipici del capodanno: i primi nati a Roma e a Torino. La festa è stata, comunque per Davide, venuto alla luce 23 minuti dopo la mezzanotte, nel reparto maternità dell’ospedale Sant’Eugenio: sta bene e pesa kg 3.300. In ottima salute anche la giovane mamma di 26 anni.

Il primo nato del 2007 a Torino è di nazionalità romena, e ha visto la luce proprio mentre, a qualche centinaio di metri dalla stanza dell’ospedale Maria Vittoria, una grande festa nel cuore storico della città celebrava l’ingresso del suo paese nell’Unione Europea. Simone è figlio di Dorel Marian e Simona Tabarcea, di 23 e 24 anni, ed è nato dieci minuti dopo la mezzanotte. "Questa è veramente la miglior cosa che potevamo avere", ha detto il papà, sottolineando che il primo vagito è giunto quando fuori dalle finestre si udivano ancora i botti.

(2 gennaio 2007)

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