La sua ultima creazione è il "Jet Orc", cofano per scooter acquatici a forma d’orca. E’ stata presentata a San Benedetto del Tronto in occasione del campionato italiano di moto d’acqua. FERRARA – La sua ultima creazione, "Jet Orc", il cofano per moto d’acqua a forma di orca, l’ha presentata a metà luglio, a San Benedetto del Tronto, in occasione del campionato italiano di moto d’acqua. Per Nour Eddin Fakri, ingegnere marocchino, si trattava della settima "invenzione" brevettata da quando è in Italia. Approdato a Roma nel 2004 e subito dopo a Ferrara, l’ingegner Fakri si è messo subito al lavoro. Prima collaborando con l’Unione ciechi per realizzare un radiocomando destinato ai non vedenti che devono attraversare la strada. Poi, gettandosi nel settore delle moto d’acqua, con varie invenzioni, tutte brevettate.
"Il Jet Orc – spiega a Stranieri in Italia – è un esempio concreto di come la natura possa essere una costante fonte d’ispirazione". L’invenzione promette di essere una piccola rivoluzione nel campo degli scooter acquatici, grazie anche a due particolarità annesse (e brevettate): uno starter automatico che spegne la moto quando il pilota cade in acqua, e un casco da indossare obbligatoriamente, perché senza, la moto non parte.
"Ci sono voluti ben 3 anni – prosegue Fakri – per mettere a punto al meglio la forma del cofano, aumentando la velocità e garantendo allo stesso tempo la guidabilità della moto". Il campionato di San Benedetto è stato un’occasione per farsi conoscere e mostrare "Jet Orc" agli addetti ai lavori. "Ho avuto buoni riscontri – commenta – e tra le varie opportunità avute c’è stata quella di conoscere il vice-presidente vicario della Federazione Italiana Motonautica, Enrico Sirri. L’ho messo al corrente del fatto che l’attuale re del Marocco, Sua Maestà Mohammed VI, è un appassionato di moto d’acqua, tanto da averne fatto uno sport nazionale". E la federazione italiana si è fatta promotrice non solo di una medaglia al merito per il sovrano, ma anche di un progetto di gemellaggio tra lo sport motonautico marocchino e italiano, per scambiare esperienze e creare forme di collaborazione.
Malgrado gli apprezzamenti di molti addetti ai lavori, però, le invenzioni non hanno avuto ancora applicazioni pratiche. "Mi piacerebbe trovare uno sponsor – conclude Fakri – o qualche ditta che le produca e commercializzi. Ma non è facile. Il mercato in Italia è chiuso. Servirebbe un brevetto internazionale, per puntare ai mercati americani o asiatici, ma costa 10mila euro. E io non li ho".
(27 luglio 2007)
Andrea Gagliardi