Roma, 23 gennaio 2026 – L’Unione europea ha consegnato nuove attrezzature di sorveglianza e controllo delle frontiere alla Guardia nazionale tunisina, nell’ambito del Border Management Programme (Bmp), un’iniziativa avviata nel 2018 e presentata da Bruxelles come una partnership solida e sostenibile con la Tunisia.
Il programma, realizzato in collaborazione con la Guardia nazionale e con l’International Centre for Migration Policy Development (Icmpd), rappresenta uno dei pilastri della cooperazione euro-mediterranea in materia di gestione delle migrazioni, sicurezza delle frontiere e ricerca e soccorso in mare.
Secondo quanto comunicato dalla Delegazione UE in Tunisia, il sostegno complessivo europeo alla gestione delle frontiere tunisine ha ormai raggiunto i 130 milioni di euro, destinati ad attività di sicurezza, search and rescue, e contrasto alle reti di tratta di esseri umani e al traffico di migranti.
Nel corso di un incontro ufficiale presso la sede della Guardia nazionale a El Aouina, a Tunisi, Bruxelles ha rivendicato risultati significativi del programma, sottolineando come il progetto abbia rafforzato le capacità operative della Guardia nazionale e della Guardia costiera tunisina, in particolare nelle operazioni di salvataggio e nella protezione dei migranti in situazione irregolare.
Dall’avvio del Bmp, l’UE afferma di aver fornito equipaggiamenti moderni per oltre 21 milioni di euro, affiancati da più di 60 sessioni formative che hanno coinvolto circa 550 agenti e quadri, oltre alla distribuzione di migliaia di dotazioni operative per le attività sul campo.
Un passaggio centrale del bilancio europeo riguarda l’impatto del programma sui flussi migratori: secondo Bruxelles, a partire dal 2024 si registrerebbe una diminuzione delle traversate irregolari, così come del numero di dispersi e vittime in mare, un risultato attribuito all’intensificazione delle operazioni di ricerca e soccorso e al rafforzamento della sorveglianza costiera.
Il progetto è ora entrato nella sua terza fase, prevista fino al 2028, che prevede la realizzazione di infrastrutture avanzate di sorveglianza radar, con l’obiettivo di consolidare nel lungo periodo le capacità tunisine di protezione costiera, monitoraggio marittimo e intervento tempestivo in mare.
Nel quadro della cooperazione, l’Unione europea ribadisce che la partnership con Tunisi si fonda su cooperazione, rispetto dei diritti umani e stabilità dello spazio mediterraneo. Tuttavia, la collaborazione UE-Tunisia in materia migratoria continua a essere al centro di un dibattito pubblico europeo, soprattutto per quanto riguarda il modello di “esternalizzazione” delle politiche di frontiera e il delicato equilibrio tra controllo, soccorso e tutela dei diritti fondamentali.


