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Partite senza arbitro: al via i mondiali antirazzisti di calcetto

Si gioca a Casalecchio di Reno (Bologna), senza arbitro. In programma 600 partite tra 204 squadre provenienti da 27 paesi del mondo diversi.

BOLOGNA – Si gioca senza arbitro ("per mettere realmente in pratica la convivenza tra popoli e paesi"), le squadre possono essere miste, le sostituzioni dei giocatori sono libere anche tra team diversi. E non si vince nulla. Sono i "Mondiali antirazzisti" di calcetto, che dopo dieci edizioni a Montecchio, nel reggiano, si svolgeranno quest’anno a Casalecchio di Reno (Bologna), dall’11 al 15 luglio, nei diciassette campi del centro sportivo Allende, che si trasformerà per cinque giorni in una piccola "cittadella antirazzista".

In programma 600 partite tra 204 squadre (provenienti da 27 paesi del mondo diversi), di cui 137 miste, 64 maschili e 3 femminili. I componenti appartengono ad associazioni e gruppi di 50 nazionalità diverse, con età tra i 13 e i 70 anni.

I premi in palio non sono per meriti sportivi. E’ prevista una coppa per la squadra con il tifo più originale e per quella che ha fatto il viaggio più lungo per partecipare. La coppa più grande andrà all’associazione che si è distinta nel corso dell’anno per iniziative di convivenza ed antirazzismo. Nel villaggio allestito sono previsti oltre 80 appuntamenti, tra tavole rotonde, workshop, mostre fotografiche e tornei di pallavolo, basket e cricket, discipline sportive che sono state aggiunte su richiesta di molti immigrati.

"In un periodo in cui si criminalizzano le differenze, in cui il ‘diverso’ diventa un avversario da battere – spiegano gli organizzatori – noi vogliamo trasformare l’avversario in qualcuno da capire, con cui, confrontarsi, con cui condividere se non la vita almeno un campo da calcio". E negli anni i Mondiali sono diventati proprio questo: "Si tratta ormai di un evento culturale, di una festa, di un laboratorio contro le discriminazioni – spiega Matthias Durchfeld, uno degli ideatori dei Mondiali -, non solo di una manifestazione sportiva. Certo, lo sport è il mezzo per trasmettere i valori e le idee, perché di antirazzismo ce n’è molto bisogno".

I primi ospiti sono già arrivati a Casalecchio, muniti di tenda e sacco a pelo. Sono attesi ragazzi anche dal Congo e dall’Ucraina, nonché dalla Bosnia (con una squadra composta da musulmani e cattolici) e dalla Bielorussia.

(10 luglio 2007)

 

Andrea Gagliardi

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