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PULLMAN SEQUESTRATO: TERRORE IN BALIA DI BANDA ALBANESI/ANSA

(Di Mauro Barletta) (ANSA) – TORINO, 15 MAG – Hanno dirottato un pullman di linea terrorizzando i passeggeri. E dopo avere attraversato tre province del Piemonte, da sud a nord, hanno ingaggiato un conflitto a fuoco con i carabinieri. Così si è consumato il pomeriggio di follia di tre giovanissimi immigrati albanesi. E’ difficile capire cosa avessero in mente. Forse volevano solo fare una rapina, forse pensavano a un maxi-sequestro di persona. Due sono stati arrestati, il terzo è ricercato. "Erano come impazziti", hanno raccontato i passeggeri dell’autobus della compagnia Arfea, tratta Alessandria-Acqui Terme. Tre piccoli rapinatori ("forse drogati", dicono gli inquirenti) che hanno perso la testa quando i due agenti fuori servizio presenti sul mezzo hanno reagito: li hanno picchiati selvaggiamente, poi hanno costretto il guidatore, Andrea Patrone, 36 anni, di Acqui Terme, a invertire la rotta e a cominciare una lunga corsa per tutto il Piemonte, trascinandosi dietro uno dei poliziotti (l’altro era stato fatto scendere) e gli ultimi quattro passeggeri – tra cui due donne – come ostaggi. "Dalle prime indicazioni – ha detto Maurizio Laudi, pm della direzione distrettuale antimafia, dopo i primi interrogatori – sembra che volessero sequestrare il pullman per poi chiedere un riscatto". Una pattuglia del nucleo radiomobile di Novara li ha intercettati nei pressi di Trecate, vicino al ponte sul Ticino che segna il confine con la Lombardia, mettendo fine alla loro fuga. Hanno incendiato il pullman, si sono fatti scudo con i passeggeri, ma uno, Ali Muha, 27 anni, incensurato, é stato ferito e preso subito; un secondo, Armand Albrahimi, 19 anni, si è infilato nella boscaglia, ma è stato raggiunto da un cane poliziotto, Jago. Il terzo, per ora, ha fatto perdere le sue tracce. Il pullman è partito puntualmente da Alessandria alle 13.30. "I tre – raccontano i passeggeri – sono saliti con noi e, tranquilli, si sono sistemati sui sedili in coda. Avevano delle buste della spesa". Per agire hanno atteso il tratto fra Rivalta Scrivia e Cassine, quando ormai l’autobus era semivuoto una dozzina i passeggeri). Ma non hanno messo in conto la reazione dei poliziotti. Egidio Valentino, 43 anni, in servizio al centro interregionale Veca si Alessandria, racconta: "Uno di loro, quello con la pistola, ha minacciato l’autista, ordinandogli di cambiare strada. Gli altri, con i coltelli, si sono fatti dare dai passeggeri i cellulari. Io ho cercato di disarmarne uno, ma gli altri mi sono piombati alle spalle". Ferito alle due braccia e alla testa, è stato fatto scendere vicino al casello Alessandria Sud dell’autostrada Voltri-Sempione. Si è fatto dare un telefonino da un automobilista di passaggio e ha dato l’allarme. Nel frattempo l’autobus si è allontanato lungo l’autostrada, in direzione nord. Anche l’altro poliziotto, Roberto Curelli, 39 anni, in servizio alla scuola allievi di Alessandria, ha pagato la sua reazione con violente percosse alla testa e al volto. Un lungo incubo, scandito da un episodio ai limiti dell’incredibile: in un’area di servizio, i tre hanno fatto benzina. "Ho avuto tantissima paura – racconta un ventenne – Ci hanno fatto tirare le tendine e quello con la pistola ci ha minacciati. Poi sono scesi. Mi pare che proprio in quell’occasione abbiamo riempito i contenitori con il carburante usato per dare fuoco al pullman". Alcuni sono stati legati con del nastro adesivo. Sul Ticino l’autobus si è trovato in un posto di blocco dei carabinieri. E si è scatenato l’inferno. E ora tocca agli investigatori: il questore di Novara, Salvatore Mulas, tre magistrati di Torino e due di Alessandria e Novara, carabinieri, squadra mobile, polizia stradale, a sciogliere ancora gli ultimi dubbi legati a questo pomeriggio di follia.

(15 maggio 2007)

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