Quello di Dragan Cirgan, l’uomo bosniaco morto a Jesolo, è solo l’ultimo degli episodi di altruismo con protagonisti cittadini stranieri in Italia
ROMA – Dragan Cigan, bosniaco, è morto per salvare due bimbi che stavano per annegare nel mare di Jesolo. Dragan è l’ultimo di una lunga sequela di immigrati "eroi".
Quando ti trovi faccia a faccia con il destino è difficile fare calcoli. Non ne fece Mustapha Dieng, senegalese, quando nel marzo ’96 sventò una rapina in un supermercato di Chiari (Brescia). Allora aveva 23 anni e da poco più di un anno si arrangiava vendendo cd e musicassette. Quel giorno lo pestarono, finì in ospedale, ma riuscì a mettere in fuga i malviventi. E i responsabili del supermercato lo assunsero per sdebitarsi.
Agì di impulso anche Vasili Smecicas, 24 anni, operaio romeno con regolare permesso di soggiorno, quando il 22 giugno 2002, a Settimo Torinese, saltò addosso a un bandito, che, dopo aver svaligiato un supermercato, stava cercando una via di fuga e aveva già ferito un vigile e una donna. Anche Vasili fu colpito, ma non mollò la presa. Gli dettero la medaglia d’argento al valor civile, perché "con generoso slancio, esemplare altruismo e consapevole sprezzo del pericolo affrontava un malvivente armato che tentava la fuga minacciando di fare fuoco sui presenti. Benché ferito riusciva a bloccare il bandito e a trattenerlo fino all’arrivo delle forze dell’ordine". Peccato che quattro anni più tardi Vasili, la sera del 13 marzo 2006, in un raptus di gelosia abbia ammazzato la fidanzata ventenne per poi impiccarsi.
Nel pomeriggio del 16 maggio scorso Trajce Szoilov, 23 anni, macedone, si è trovato sul pullman dirottato in Piemonte da tre albanesi imbottiti di droga. I tre avevano legato i passeggeri, cosparso il pavimento di benzina e appiccato il fuoco. Lui, Trajce, è riuscito a liberarsi, a slegare gli altri e a farli fuggire. "Ho le mani forti – ha raccontato – taglio legna, lo facevo anche nel mio Paese. E poi non ho fatto nulla di speciale: non si può non aiutare il tuo vicino che rischia di bruciare legato".
Neanche Sarr Cheick, senegalese, si tirò indietro quando sulla spiaggia di Castagneto Carducci, in Toscana, il 14 agosto 2004, si giocò la vita per strappare un uomo dalle onde del mare in tempesta. Un gesto che gli è valso una medaglia d’oro alla memoria. E tutti ricorderanno anche il sacrificio di Iris Palacios Cruz, 27enne honduregna. Da due anni lavorava a Roma come baby sitter. Una mattina di agosto del 2006 riuscì a mettere in salvo dal mare ingrossato all’Argentario la bimba che le era affidata. Lei, Iris, non ce l’ha fatta però a salvare se stessa.
(26 luglio 2007)
Andrea Gagliardi