(ANSA) – MOSCA, 7 FEB – La Russia continua nella sua politica restrittiva nei confronti degli immigrati, ma nel giro di 20 anni potrebbe aver bisogno di circa 25 milioni di lavoratori stranieri per far fronte ad un inesorabile calo della popolazione attiva che diversamente potrebbe portare ad una "stagnazione economica" e ad un "indebolimento del sistema pensionistico". E’ quanto prevede l’Istituto per l’economia del periodo di transizione, diretto dall’ex premier russo Egor Gaidar. La diminuzione della popolazione attiva, parallela a quella demografica, prosegue da 15 anni e per il 2007 è prevista la perdita di 300.000 lavoratori, riferisce il quotidiano Nezavisimaia Gazeta. Una cifra destinata a salire di anno in anno, sino ad arrivare ad un milione in tempi medi, per un totale di 17-18 milioni nel 2025: circa un quarto dell’attuale popolazione attiva, pari a 67 milioni. L’unica soluzione, spiega l’istituto di Gaidar, è quella di far arrivare lavoratori stranieri. Ma non sarà facile, per due motivi: che vi sono paesi più "attraenti", con retribuzioni migliori, e che comunque quanti sceglieranno di venire in Russia non potranno che arrivare da Paesi poveri, sottosviluppati, con gli inevitabili problemi di integrazione, complicati ulteriormente da fenomeni sempre più dilaganti come il nazionalismo e la xenofobia.(ANSA).
(7 febbraio 2007)


