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Spagna divisa sulla regolarizzazione dei migranti, ma nell’opinione pubblica prevalgono i timori

Roma, 6 maggio 2026 – La regolarizzazione straordinaria degli immigrati presenti in Spagna continua a dividere l’opinione pubblica. Secondo un sondaggio realizzato dall’istituto 40dB per El País e Cadena Ser, la misura approvata dal governo progressista raccoglie un consenso parziale, ma si scontra con una diffusa percezione di insicurezza sociale ed economica legata all’immigrazione.

L’indagine, condotta su 2.000 interviste, mostra che il 37,6% degli spagnoli valuta positivamente la regolarizzazione, mentre il 21,5% esprime un giudizio intermedio e il 33% la considera negativamente. La misura riguarda gli immigrati già presenti in Spagna da almeno cinque mesi alla data del 31 dicembre 2025 e potrebbe interessare circa mezzo milione di persone.

Nei primi giorni dall’entrata in vigore sono già state presentate circa 130.000 richieste di regolarizzazione. Un dato significativo, che però alimenta anche le preoccupazioni di una parte consistente della popolazione: il 51% degli intervistati ritiene infatti “troppo alto” il numero dei possibili beneficiari.

Il sondaggio fotografa un clima generale segnato da forti timori. Il 60% degli spagnoli considera “troppi” gli immigrati presenti nel Paese, con percentuali particolarmente elevate tra gli elettori dei partiti di destra. Solo il 29% giudica adeguata l’attuale presenza straniera.

Le preoccupazioni riguardano soprattutto l’impatto sui servizi e sulla vita quotidiana. Il 50,3% degli intervistati teme un peggioramento dell’accesso alla casa, il 48,6% prevede maggiori pressioni sui servizi pubblici e il 43,4% teme conseguenze negative sulla convivenza sociale. Più contenute, ma comunque diffuse, le preoccupazioni per gli effetti sull’economia.

L’unico ambito in cui prevale una lettura positiva è quello demografico: il 47,7% degli intervistati ritiene che la regolarizzazione possa avere effetti favorevoli sulla natalità. Tuttavia, il 59,4% teme che la misura possa aumentare i flussi migratori verso la Spagna, alimentando il cosiddetto “effetto richiamo”.

Dall’indagine emerge anche un problema di comunicazione istituzionale. Solo il 15% degli intervistati afferma di conoscere persone che potrebbero beneficiare della regolarizzazione, mentre oltre il 60% ritiene che il Governo non abbia spiegato in modo adeguato contenuti, obiettivi e conseguenze della misura.

Sul piano politico, il sondaggio segnala inoltre un crescente consenso intorno al principio della cosiddetta “priorità nazionale” nell’accesso ai servizi pubblici, sostenuto dalle destre e inserito negli accordi conclusi dal Partido Popular e da Vox per le giunte di Estremadura e Aragona. Il 44,2% degli intervistati ritiene che le prestazioni pubbliche debbano privilegiare i cittadini di origine spagnola.

La gestione dell’immigrazione resta quindi uno dei temi più sensibili del dibattito pubblico spagnolo. Il partito percepito come più credibile su questo fronte è il Psoe, indicato dal 26,7% degli intervistati, seguito da Vox con il 22,8%. Il partito di destra radicale ottiene un consenso particolarmente rilevante tra i giovani tra i 18 e i 27 anni, segnale di una polarizzazione generazionale che potrebbe pesare sempre di più sul confronto politico dei prossimi mesi.

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