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Tratta e asilo. Procedure di infrazione contro l’Italia: non ha recepito direttive Ue

In stato avanzato le procedure di infrazione per il mancato recepimento di due direttive. Frattini: "Pronti a rivolgerci alla Corte di Giustizia"

BRUXELLES – L’Italia rischia di finire di fronte alla Corte di Giustizia per non aver recepito due direttive europee sulla tratta degli esseri umani e sull’ asilo politico.

La direttiva sulla tratta (2004/81) vuole colpire i trafficanti e proteggere i diritti delle loro vittime. In particolare, stabilisce chiaramente i criteri per concedere un permesso di soggiorno a chi denuncia i suoi aguzzini e collabora con le autorità.

Quella sull’asilo (2004/83) definisce invece i criteri comuni per identificare chi può accedere allo status di rifugiato e un livello minimo di diritti e benefici (permesso di soggiorno, accesso a lavoro e istruzione, assistenza sociale e sanitaria ecc.) , e armonizza la "protezione sussidiaria" per chi, pur non avendo diritto all’asilo, corre comunque dei pericoli gravi in patria.

La Commissione europea ha reso che la procedura di infrazione è in stato avanzato. Le direttive andavano recepite rispettivamente entro agosto e ottobre 2006, ma l’Italia non si è adeguata nonostante la messa in mora. Alla fine di giugno si è passati quindi alla fase due, con l’invio di pareri motivati da parte della Commissione, che sollecita i ritardatari a mettersi in regola entro due mesi.

Siamo, comunque, in buona compagnia. Anche Germania, Spagna, Francia, Cipro, Lettonia, Lussemburgo, Malta e Portogallo non hanno recepito al direttiva sulla tratta, e per quanto riguarda quella sull’asilo mancano all’appello Germania, Grecia, Spagna, Cipro, Lettonia, Ungheria, Malta, Olanda, Austria, Polonia, Portogallo, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna.

"Sull’immigrazione dobbiamo lavorare insieme per un approccio comune. Monitorare il recepimento completo e tempestivo delle direttive è una delle priorità della Commissione" ha detto il vicepresidente Franco Frattini, spiegando che l’esecutivo Ue perseguirà gli stati inadempienti "indipendentemente da quanti sono". "Se necessario – ha minacciato Frattini- porteremo questi casi di fronte alle Corte di Giustizia europea".

(6 luglio 2007)

 

EP

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