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Tutori di minori stranieri non accompagnati: in Lombardia servono almeno altri 200 volontari

Roma, 9 gennaio 2026 – La Lombardia lancia un nuovo appello alla cittadinanza attiva: servono almeno 200 nuovi tutori volontari per garantire un’adeguata tutela ai minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio regionale. A fronte di 2.133 ragazzi e bambini migranti, i tutori attualmente attivi sono 737, un numero considerato insufficiente per assicurare un accompagnamento efficace e continuativo.

Per rispondere a questa esigenza, il 17 dicembre è stato pubblicato sul Burl il nuovo bando per la selezione di tutori volontari, promosso dall’Ufficio del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Negli ultimi due anni, le candidature pervenute sono state 670, segno di una sensibilità crescente, ma ancora non sufficiente rispetto ai bisogni reali.

I dati più recenti confermano che la Lombardia è la seconda regione italiana per numero di minori migranti: al 30 novembre 2025 se ne contavano 2.133, su un totale nazionale di 17.504. Si tratta di una popolazione prevalentemente maschile (80,8%), con una presenza femminile pari al 19,2%. La fascia d’età più rappresentata è quella tra i 15 e i 17 anni (70%), seguita dai 7-14 anni (25%), mentre il 5% ha meno di 6 anni. Le cittadinanze più frequenti sono egiziana, tunisina e ucraina.

Secondo il Garante regionale Riccardo Bettiga, essere tutore significa assumere un ruolo centrale e delicato: un riferimento legale, umano e personale per un minorenne che si trova in Italia senza adulti di riferimento, spesso dopo percorsi complessi e dolorosi. Il tutore volontario accompagna il minore nel suo percorso di accoglienza, formazione, tutela dei diritti e avviamento al lavoro, rappresentando una presenza stabile e continuativa.

Bettiga sottolinea inoltre come la relazione umana e la fiducia siano elementi chiave per prevenire isolamento, marginalità e sfruttamento. Dove questa relazione esiste, diminuisce il rischio di coinvolgimento in circuiti criminali; al contrario, l’assenza di figure di riferimento può favorire percorsi di esclusione con conseguenze negative non solo per i minori, ma per l’intera collettività.

L’investimento sui tutori volontari non è dunque solo una misura di protezione, ma anche una scelta strategica di integrazione: se adeguatamente accompagnati, questi giovani possono diventare una risorsa per i territori e contribuire al futuro della comunità.

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