(ANSA) – ROMA, 3 GEN – I romeni e i bulgari, cittadini neocomunitari da tre giorni, che hanno in corso un procedimento di espulsione possono stare tranquilli. Le procedure "sono cessate". Lo stop lo ha dato la circolare, a firma dei ministri Amato e Ferrero, relativa alla libera circolazione nell’Ue dei cittadini dei due paesi entrati a far parte della Ue dal primo gennaio (la n. 2 del 28 dicembre 2006). L’atto segna anche un’altra importante novità per chi aspira a lavorare in Italia: sia i bulgari sia i romeni possono dire addio al sistema delle quote. La circolare interministeriale precisa che i provvedimenti di espulsione mantengono la loro validità per i cittadini neocomunitari coinvolti in fatti di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica. In generale, secondo alcuni addetti ai lavori, circa il 30-40% delle espulsioni attuate nel nostro paese riguardano cittadini romeni. La circolare dei ministri dell’interno e della solidarietà sociale prevede che per i neocomunitari non si applicherà più il Testo unico sull’immigrazione ma il Dpr del 2002. Romeni e bulgari potranno entrare e circolare liberamente in Italia e richiedere la carta di soggiorno alle questure competenti, direttamente o tramite gli uffici postali. Per quanto riguarda l’accesso al mercato del lavoro, spariscono le quote. Il governo italiano ha deciso di avvalersi di un regime transitorio, per un anno, prima di liberalizzare del tutto l’accesso al lavoro subordinato, mentre rimane privo di alcuna limitazione il lavoro autonomo. Il regime transitorio prevede l’apertura immediata nei seguenti settori: agricolo e turistico alberghiero, lavoro domestico e assistenza alla persona, nell’edilizio, metalmeccanico, dirigenziale e altamente qualificato. E’ prevista anche l’apertura immediata per il lavoro stagionale. Chi vorrà assumere un lavoratore romeno o bulgaro potrà farlo, attraverso raccomandata con ricevuta di ritorno, rivolgendosi allo sportello unico per l’immigrazione. I moduli sono disponibili su internet ai siti: www.interno.it e www.welfare.gov.it. In tema di quote, potrebbero esserci novità. L’Arci infatti segnala che sono ora disponibili 180 mila posti in più, pari al al numero delle richieste avanzate per i romeni entro il 21 luglio scorso. "Ora – ha detto Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’associazione – questi lavoratori non hanno più bisogno delle quote e quindi, teoricamente, lasciano i loro posti liberi per altri immigrati aspiranti lavoratori. Il governo ci dovrà dire cosa intende fare. Visto l’ampio numero di disponibilità, proponiamo di accogliere anche le domande presentate dopo il 21 luglio e quelle presentate entro questa data ma risultate eccedenti". I romeni regolari in Italia, per l’Istat, al primo gennaio 2006 erano quasi 300 mila (il 51,8% donne). Secondo la Caritas Italiana invece, i bulgari soggiornanti (a fine 2005) erano 17.470. Sempre secondo la Caritas Italiana, sarebbero però 400 mila i romeni, compresi coloro che si sono avvalsi dei due decreti flussi. A suo avviso, l’andamento degli ultimi anni rispetto ai romeni può far pensare a una maggiore pressione migratoria di circa 60 mila lavoratori.(ANSA). 2007-01-03 19:10
(3 gennaio 2007)


