Quasi il 15% del totale secondo il Rapporto Italia 2007. Ma una coppia su tre si separa matrimoni tra i italiani sono in calo? Ci pensano le coppie miste a salire i gradini dell’altare o del municipio, anche se poi, quando la festa è finita, non mancano i problemi di convivenza.
Il rapporto Italia 2007 pubblicato oggi dall’Eurispes fotografa un trend incalzante. Se all’inizio degli anni novanta i matrimoni con almeno un coniuge straniero celebrati in Italia erano appena il 3% del totale, nel 2005 la percentuale è ha sfiorato il 15%. E questo mentre le unioni tra italiani calano del 2% ogni anno. In valori assoluti, si è passati dai 9.974 matrimoni misti del 1993 ai 35.889 del 2005: sono quindi più che triplicati in 12 anni.
A scegliersi un partner straniero sono sopratutto toscani (19,2%) e trentini (18,7%) e in generale chi abita nelle regioni Nord. L’adagio "moglie e buoi dei paesi tuoi" ha una presa maggiore nel meridione, in particolare in Campania (5,5%), Sicilia (3,4%) e Puglia, dove i matrimoni misti sono appena il 2,7%.
L’Eurispes traccia anche una classifica per provenienza degli amori oltre-confine, che varia con il sesso del partner. Se non si considerano i vecchi paesi dell’Unione europea, la maggior parte delle mogli straniere arriva da Romania, Polonia e Brasile, invece marocchini, tunisini e albanesi sono i più gettonati come mariti.
È sempre "vero amore"? Il rapporto insinua il dubbio che il matrimonio possa essere a volte una scorciatoia per diventare italiani, dal momento che ad oggi giustifica il 90% di acquisizioni di cittadinanza. "Ma in realtà quel dato è soprattutto sintomatico dell’ardua praticabilità delle soluzioni alternative per ottenere la cittadinanza italiana" spiegano con buonsenso i ricercatori.
Se è vero che corrono a sposarsi, le coppie miste incontrano più difficoltà a rimanere in piedi: una su tre si separa e il tasso di divorzio è circa il doppio di quello italiano. "Il tasso di fallimento di questi matrimoni – commenta l’Eurispes – sembra suggerire il fatto che molte coppie non siano all’altezza della sfida del rapporto interculturale".
(26 gennaio 2007)
Elvio Pasca


