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La Lombardia e la mappa delle moschee, “chiudere quelle abusive”

Continua l’offensiva della Regione contro i luoghi di culto islamici. Beccalossi: “Pregano anche in macellerie, case e magazzini, abbiamo inviato tutto al prefetto di Milano”

 

 

Milano- 29 novembre 2016 –  Oltre a sfornare leggi per bloccare la costruzione di nuove moschee (e a Milano ci è riuscita), la Regione Lombardia vuole anche chiudere luoghi dove già pregano i musulmani. 

“La sicurezza dei cittadini si conferma priorità del presidente Maroni” ha detto ieri l’assessore al territorio Viviana Beccalossi, a termine di una Giunta che aveva sul tavolo “le criticità emerse dalla mappatura dai luoghi di culto islamici presenti in Lombardia”. Il documento è stato messo insieme sulla base delle segnalazioni inviate da 688 Comuni lombardi, compresi di capoluoghi Milano, Bergamo, Cremona, Lodi, Mantova, Monza, Pavia e Sondrio

“Il quadro emerso dalla mappatura – sottolinea Beccalossi – evidenzia tutti i nostri dubbi, ovvero che molti dei cosiddetti centri culturali islamici non sono altro che moschee non conformi alla legge regionale sulle attrezzature religiose. Valuteremo, per quanto di nostra competenza, come porre rimedio a questa situazione di illegalità”. Sotto la lente ci sarebbero “80 situazioni in cui macellerie, abitazioni private e magazzini verrebbero fatto già usati come moschee”.

Beccalossi punta il dito contro i ” ‘silenzi’ da parte di molti comuni, primo fra tutti Milano, che si sono limitati a vuote risposte di cortesia, salvo poi costituirsi parte civile in azioni legali riguardanti, appunto, moschee abusive”. Intanto, ha però confermato di aver fatto pervenire al Prefetto di Milano, Alessandro Marangoni, come da sua specifica richiesta, tutta la documentazione riguardante i comuni dell’area metropolitana.

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