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Arriva il reato di tortura. Stop alle espulsioni verso Paesi a rischio

Ecco come cambieranno il codice penale e il testo unico dell’immigrazione. La Lega Nord: "Così impossibile espellere gli irregolari"

 
Roma – 10 aprile 2015 – Anche in Italia la tortura sta finalmente per diventare un reato specifico. Una conquista di civiltà che comporterà una novità importante anche per gli immigrati, tutelandoli da espulsioni verso Paesi a rischio. 
 
Ma andiamo con ordine. Ieri sera la Camera dei Deputati ha approvato e rimandato al Senato un disegno di legge che definisce e introduce nel codice penale il reati di e stabilisce pene e aggravanti. 
 
"Chiunque – prevede il ddl – con violenza o minaccia ovvero con violazione dei propri obblighi di protezione, di cura o di assistenza, intenzionalmente cagiona ad una persona a lui affidata, o comunque sottoposta alla sua autorità, vigilanza o custodia, acute sofferenze fisiche o psichiche al fine di ottenere, da essa o da un terzo, informazioni o dichiarazioni o di infliggere una punizione o di vincere una resistenza, ovvero in ragione dell'appartenenza etnica, dell'orientamento sessuale o delle opinioni politiche o religiose, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni".
 
Le pene aumentano se a commettere il reato sono pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, per i quali inoltre è previsto anche il reato di “Istigazione alla tortura”. Il ddl specifica però che, perché si configuri tortura, “la sofferenza deve essere ulteriore rispetto a quella che deriva dall'esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti”.
 
C’è poi un articolo dedicato in particolare ai cittadini stranieri, che riscrive il primo comma dell’articolo 19 del Testo Unico sull’immigrazione. In corsivo le modifiche: "In nessun caso può disporsi l'espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali o oggetto di tortura, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione o dalla tortura ovvero da violazioni sistematiche e gravi dei diritti umani". 
 
Se anche il Senato confermerà questa novità, si amplieranno quindi i casi in cui uno straniero, anche se entra o soggiorna irregolarmente in Italia, non potrà essere rimandato in patria o in un altro Paese "a rischio". La tortura, infatti, è ancora praticata più o meno diffusamente in molti Paesi del mondo, così come ci sono molti Paesi dove si registrano violazioni sistematiche e gravi dei diritti umani. 
 
Il disegno di legge è passato con un’ampia maggioranza. Lega Nord e Fratelli d’Italia hanno tentato però di eliminare o depotenziare con degli emendamenti, tutti respinti dall’Aula, l’articolo che riguardava gli immigrati. 
 
"Questa è l'ennesima manifestazione della volontà da parte della maggioranza e devo dire, purtroppo, anche da parte di alcuni gruppi di opposizione  di voler far sì che non sia più possibile espellere, rimpatriare e rimandare nel Paese di origine chi giunge illegalmente sul territorio nazionale" ha protestato in aula il capogruppo della Lega Nord Massimiliano Fedriga. "Non possiamo farci carico – ha aggiunto l’esponente del Carroccio – di tutte le disgrazie del mondo".
 
Stranieriinitalia.it
 

 

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