"Fuori di ogni logica pensare di usarla per far star buoni gli immigrati". Il leader Udc chiama a difesa dell’"identità cristiana"
VICENZA – Per il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini la legge sulla cittadinanza "non puo’ essere strumento di integrazione".
L’ex presidente della Camera lo ha sottolineato oggi a Vicenza, spiegando di avere avuto "un momento di mancamento" quando ha sentito il ministro dell’Interno dire che "la cittadinanza deve essere un mezzo per favorire l’integrazione". "La cittadinanza non si mercanteggia – ha proseguito Casini – Quando pensi di usare la legge sulla cittadinanza per far star buoni gli immigrati sei proprio fuori da ogni logica".
Per il leader dell’Udc "un immigrato deve accettare la cittadinanza italiana quando come noi sente l’orgoglio dell’italianità, l’orgoglio del tricolore e dell’inno". "In Italia – ha concluso – non dobbiamo aver paura di difendere la nostra identita’ cristiana: alle persone che arrivano o siamo in grado di offrire una società che difende le proprie radici o il futuro è denso di incognite".
Il testo unificato in cui sono confluite le proposte di riforma della cittadinanza è atteso per la fine di maggio in aula a Montecitorio.
(15 maggio 2007)


